Il cellulare è divenuto un bene di consumo di massa, è stato investito anche di un forte contenuto simbolico che lo ha reso un’oggetto identitario; spegnerlo per molte persone significa “tagliare i ponti” con il mondo.

Dipendenza da Smartphone o Cellular Addiction – parte prima

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16° articolo per la nostra rubrica dal titolo “Dipendenza da smartphone. Il paradosso della solitudine”, curata da Jessica Guidi

Dipendenza da Smartphone o Cellular Addiction – (parte prima)

Non è solo internet a diffondersi così rapidamente infatti dati del report di We Are Social (un social thinking che si occupa di problemi di business e di marketing) e Hootsuite (una piattaforma per il coordinamento dei social media, creata da Ryan Holmes in 2008) hanno rilevato questi dati:

  • più della metà della popolazione mondiale usa uno smartphone;
  • quasi due terzi della popolazione mondiale possiede un telefono cellulare;
  • più della metà del traffico internet è generato da telefoni;
  • più della metà delle connessioni mobile avviene oggi su banda larga;
  • più di una persona su cinque della popolazione mondiale ha effettuato almeno un acquisto online negli ultimi 30 giorni.

In Italia

Nello scenario italiano durante il 2016 il numero di persone che si sono connesse a Internet è cresciuto del 4% rispetto all’anno precedente (39.21 milioni di persone), e dell’11% quello relativo all’uso dei social media (17% se osserviamo le persone che accedono a piattaforme social da dispositivi mobile, per un totale di 28 milioni, che corrisponde a una penetrazione del 47%).

Gli italiani si connettono ad Internet sempre di più e lo fanno sempre più spesso usando i propri smartphone, come testimonia anche il volume di traffico internet generato da diversi dispositivi: se la percentuale di persone che navigano da un computer è scesa del 14%, sale quella di chi si connette da qualsiasi altro device (+44% dal proprio telefono, +8% da un tablet e +24% da altri dispositivi come, ad esempio, console o smart TV). Inoltre, l’Italia risulta il paese con maggior numero di telefonini d’Europa, più di uno ad abitante.

Nello scenario italiano durante il 2016 il numero di persone che si sono connesse a Internet è cresciuto del 4% rispetto all’anno precedente (39.21 milioni di persone), e dell’11% quello relativo all’uso dei social media (17% se osserviamo le persone che accedono a piattaforme social da dispositivi mobile, per un totale di 28 milioni, che corrisponde a una penetrazione del 47%).

Gli italiani si connettono ad Internet sempre di più e lo fanno sempre più spesso usando i propri smartphone, come testimonia anche il volume di traffico internet generato da diversi dispositivi: se la percentuale di persone che navigano da un computer è scesa del 14%, sale quella di chi si connette da qualsiasi altro device (+44% dal proprio telefono, +8% da un tablet e +24% da altri dispositivi come, ad esempio, console o smart TV)32. Inoltre, l’Italia risulta il paese con maggior numero di telefonini d’Europa, più di uno ad abitante.

Il cellulare, i legami, Cellular Addiction

Il cellulare è divenuto un bene di consumo di massa, è stato investito anche di un forte contenuto simbolico che lo ha reso un’oggetto identitario; spegnerlo per molte persone significa “tagliare i ponti” con il mondo.

La complessità del vivere, il sentimento di disgregazione sociale, le grandi trasformazioni socio-economiche, l’evidente incertezza generalizzata, segnano quest’epoca, in cui sentimenti come la separazione, la distanza con un senso di abbandono, e solitudine, siano diventati quasi insopportabili per le persone.

Questo ingenera un sentimento diffuso e generalizzato, molto presente nella filosofia di vita contemporanea che si traduce come un bisogno di sicurezza e stimola una ricerca di contatti continui.

L’uomo moderno contemporaneo, perciò è “preso al laccio” da un doppio legame, cioè dominato da due tensioni contrapposte: da un lato il bisogno di mantenere un legame certo con le proprie radici storiche, affettive e relazionali, e dall’altro la tensione eccitante del divenire, il bisogno di ampliare i propri confini come conferma lo slogan: “Vivere senza confini!”.

L’individuo sperimenta continuamente una doppia dimensione conflittuale: il bisogno protettivo di legami rassicuranti e la spinta verso una ricerca attiva delle novità e del cambiamento. L’uomo moderno contemporaneo entra così, in modo confuso a far parte del sistema unico globale attraverso una rete multimediale di interconnessione a distanza.

La distanza non è solo una questione di spazio e di tempo, è anche un fatto affettivo, inoltre la distanza fisica dall’ambiente di vita comporta sempre un vissuto di separazione. L’autonomia decisionale ci permette di modificare la relazione in funzione di uno stimolo interno, di un bisogno affettivo, senza vincoli di luogo e di tempo, alimentando un senso di dominio della realtà e il sentimento di onnipotenza.

La separazione dall’altro diventa anche separazione interiore, affettiva, e comporta la possibilità di sperimentare la perdita e l’abbandono, una certa solitudine e il grado con cui si esperiscono questi stati psicologici è soggettivo, molto dipende dalla sua condizione psicologica, dal proprio vissuto personale.

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