Dipendenza da smartphone. Il paradosso della solitudine - Dal telefono fisso allo smartphone

Dal telefono fisso allo smartphone

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Proseguiamo col secondo appuntamento della nostra rubrica dal titolo “Dipendenza da smartphone. Il paradosso della solitudine”, curata da Jessica Guidi.

Dal telefono fisso allo smartphone

L’idea che guidò l’invenzione del telefono era di poter trasmettere la voce umana a distanza. Il primo telefono della storia venne ideato e realizzato dall’italiano Antonio Meucci nel 1871 anche se per lungo tempo il brevetto era stato di Alexander Graham Bell.

Altri inventori come David Hughes, Johann Philipp Reis, Innocenzo Manzetti e Thomas Alva, apportarono migliorie a quest’invenzione negli anni seguenti.

Nel 1880 il telefono uscì dai laboratori scientifici. I primi utilizzatori del servizio erano prevalentemente gli operatori di borsa e gli uffici bancari. I primi telefoni erano caratterizzati da una manovella di chiamata, una pila, un ricevitore e un microfono separati tra loro.

Nel corso del ‘900 gli utenti dei telefoni diventano sempre di più.

Il primo telefono mobile

Lars Magnus Ericsson fondatore dell’omonima azienda multinazionale, nel 1910 creò il primo telefono mobile. Seguendo un’idea nata da sua moglie Hilda, Ericsson montò su un’auto il primo telefono mobile che quindi poteva essere usato anche al di fuori delle mura domestiche o commerciali entrando nel mercato di massa. Nasce in questi anni il mercato delle telecomunicazioni che oggi conosciamo. Il telefono subì delle modificazioni, ad esempio, l’unione del microfono e del ricevitore in un unico corpo detto “cornetta” e l’eliminazione della manovella grazie alla presenza di una batteria centrale di rete. Le case costruttrici, cominciarono anche a differenziare il design degli apparecchi telefonici per consentire un abbinamento ai diversi stili di arredamento.

Negli anni ’60-’70 i vecchi telefoni fissi a parete furono sostituiti dai telefoni portatili collegati tramite cavo alla presa telefonica. Vengono introdotti sul mercato anche i primi telefoni digitali che sostituiscono il vecchio disco con una tastiera numerica.

Negli anni ’70-’80 il telefono era sempre più presente sia negli uffici che nelle case. Al mercato della telefonia si affiancò quello degli accessori telefonici.

Si diffuse l’utilizzo della segreteria telefonica, dei contascatti, del fax, le rubriche telefoniche, dei modem ed altro ancora.

Oltre agli accessori decollarono anche il mercato dei servizi telefonici vocali e i servizi telematici[1].

L’era del cellulare

Negli anni ’90 i cellulari o telefoni mobili si diffusero su vasta scala e questo rese, man mano, sempre più inutilizzate le vecchie cabine telefoniche a gettoni.

Sempre negli anni ’90 la nascita di Internet, unione di Interconnected e Networks (“reti interconnesse”) permise agli utenti di interconnettersi per mezzo dell’uso del computer.

Il primo smartphone (telefono intelligente) fu progettato dalla IBM nel 1992 e, chiamato Simbian, era dotato di giochi, touchscreen, web, calcolatrice e agenda personale.

L’ultima rivoluzione del mercato della telefonia arrivò negli anni 2000 con la nascita dei servizi Voice over IP, che permise agli utenti di comunicare in forma vocale tramite la rete internet a costi più bassi rispetto ai tradizionali servizi di telefonia.

Poco tempo dopo ci fu il vero avvento dello smartphone e alla corsa all’oro del “mobile”, si aggiungono anche Google con il suo sistema operativo Android, e il colosso Microsoft con sistema operativo Windows Phone.

La prima commercializzazione si ebbe però solo nel 2007 grazie ad Apple.

L’avvento dello smartphone su larga scala

Oramai tutto si può fare con lo smartphone, dal collegarsi ad internet, mandare mail, contattare persone, condividere immagini pensieri attraverso i social network o con i gli appositi programmi di messaggistica tipo Instagram e WhatsApp, si possono scaricare applicazioni di qualsiasi genere, guardare film, leggere libri, si può usare il sistema di navigazione GPS, si possono scaricare file di ogni tipo e sembra incredibile e che si possa “anche” telefonare[2] .

La funzione tecnica del cellulare, come tramite per la connessione a distanza, permette di eludere l’assenza dell’altro e di ridimensionare la distanza.

Questa invenzione ha cambiato e ridefinito il concetto di spazio e tempo il modo di comunicare, il modo di percepire la propria fisicità, il contatto con la realtà esterna, con gli altri.

I social network

Il primo social network site invece, fu SiXDegrees, lanciato nel 1997, che permetteva ai suoi utente di creare un profilo personale e di ricercare “amici”. Dal 1997 al 2000 seguirono altri social network sul web che si differenziavano in base al servizio offerto agli utenti.

Nel 1999 nasce LiveJournal, una comunità di blog, che permetteva la creazione di un “diario personale”, arricchito inoltre con foto, dati biografici, oltre che dagli interessi dell’utente, che forniva così una presentazione personale.

Nel 2001 si susseguirono una vasta gamma di Social network con la finalità di aiutare le persone a sfruttare le proprie reti aziendali.

Nel 2002 Joanathan Abrams, creò Friendster, che insieme a Match, un altro sito per appuntamenti si contendevano la supremazia.

Friendster agevolava gli incontri su web, creando collegamenti anche “tra gli amici di amici”, con lo scopo finale dell’uscita dal vivo, se tutto fosse funzionato. Il sito ebbe una fortissima propagazione, ma paradossalmente il suo largo uso segnò anche la sua chiusura, perché le tecnologie e i server non riuscirono a supportare una così grande incremento di “popolazione”.

Nel 2003 emerge MySpace, che accolse anche gli utenti che popolavano Friendster, contribuendo alla sua crescita rapidissima.

Quest’incremento fu dato anche all’utilizzo di essi da parte di gruppi musicali, giovani e universitari.

Il 2004 invece fu segnato dalla nascita di Facebook, il social network per eccellenza. Facebook ha inglobato tutte le modalità di interazione su rete precendenti, connettendoli con altri siti come ad esempio Youtube. Nasce nell’Università di Harvard grazie a Mark Zuckemberg, ma finì con l’estendersi gradualmente in tutto il mondo. Nel 2012 aveva già oltre 1 miliardo di utenti attivi, rappresentando un vero fenomeno globale.

Nel 2006 nasce Twitter, che in inglese,“to tweet” significa cinguettare, perché gli utenti possono postare un messaggio con una lunghezza massima di 140 caratteri; questo perché il sito punta sulla rapidità e la chiarezza della comunicazione, facilitata dalla funzione “hashtag”[3]che permette ai followers (utenti) di ricercare un collegamento ipertestuale con la parola d’interesse desiderata.

Nel 2011 nasce Google +, il servizio sociale di Google che è il principale motore di ricerca su web. Lo scopo era quello di avvicinare il più possibile la vita digitale a quella sociale.

Tra i social network dedicati alla modifica dell’immagine tramite photo editor annotiamo Flickr e Pinterest.

Il fulcro delle connessioni su rete, per scopi lavorativi e professionali è Linkedin, infatti gli utenti si iscrivono al sito in cerca di lavoro, inserendo nel proprio profilo il curriculum vitae.

 


[1]Gabriele Lentino. www.okpedia.it
[2] Magazone, 2017. blog.onedirect.it.
[3] Etichetta (tag) utilizzato come aggregatore tematico, la sua funzione è di rendere più facile per gli utenti trovare messaggi su un tema o contenuto specifico.

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