Dipendenza da Smartphone o Cellular Addiction – parte quarta

Dipendenza da Smartphone o Cellular Addiction – parte quarta

 

19° articolo per la nostra rubrica dal titolo “Dipendenza da smartphone. Il paradosso della solitudine”, curata da Jessica Guidi

Dipendenza da Smartphone o Cellular Addiction – (parte quarta)

Alcuni studi scientifici, inoltre riportano che il continuo utilizzo dello smartphone stia portando le persone ad avere capacità mentali ridotte e ad essere distratte e disattente.

Per quanto riguarda la distrazione si parla anche del fenomeno positivo del multitasking, e negativo come ansia e stress conseguenza anche della cronicizzazione di questi comportamenti.

Il multitasking digitale è sostanzialmente l’utilizzo di diversi media o applicazioni in contemporanea come ad esempio ricercare su Google, mandare mail, “twittare”, postare su Facebook, ascoltare musica o guardare un video su YouTube.

La capacità di svolgere molteplici azioni contemporaneamente non è naturale nell’uomo (Spitzer M.,2017). Infatti, la ricerca psicologica sperimentale ha dimostrato che chi svolge il multitasking durante il lavoro o a scuola è risultato inefficiente, risultano più disattenti e di conseguenza meno predisposti per l’apprendimento causato dalle numerose interruzioni.

Il multitasking quindi non significa più produttività, ma più distrazioni, e può risultare anche molto pericoloso in certe situazioni, basti pensare a quante persone guardano lo schermo del proprio smartphone mentre stanno guidando.

Un rischio enorme per l’incolumità delle persone sia dell’automobilista che dei pedoni, che ha portato anche le case automobilistiche a creare soluzioni sia alimentare l’attenzione del conducente. Anche per i pedoni stessi sono state prese misure di sicurezza in alcuni Paesi, come in Germania, la Spagna e in Olanda, sperimentando degli attraversamenti pedonali luminosi per pedoni distratti dallo smartphone. Si tratta di una striscia di LED fissata a terra, il cui colore è sincronizzato con quello del semaforo: se non si può passare quindi sarà rossa, altrimenti verde.

“Vista la sua posizione, si spera possa essere più facilmente percepita dai cosiddetti smartphone walkers”.

Anche il sovraccarico di informazioni soprattutto attraverso immagini può causare delle problematiche, in quanto la loro velocità di fruizione non permette al cervello di elaborarle correttamente e in modo razionale; il soggetto rischia di esserne confuso perdendo di vista l’obiettivo da raggiungere.

Tutto questo è fomentato da una moltitudine di stimoli che ben presto saturano i nostri bisogni, lasciandoci vagare senza meta e senza tempo nel mondo virtuale.

Uno studio svoltao da Nokia rivela che i giovani controllano in media 150 volte il giorno il telefono, il che si traduce in 150 distrazioni quotidiane connesse a maggiore ansia producendo un grado minore di soddisfazione nella vita, rispetto a chi ne fa un uso più moderato (Ahonen, 2013).

Inoltre, studi di scienziati americani sulle capacità cognitive ridotte e distrazione mentale provocata dall’uso dello smartphone, mettono in luce che la mente umana, per sua natura pigra come dimostrato e pubblicato anche dal premio Nobel Daniel Kahneman, preferisce procedere più rapidamente per associazioni automatiche, semplici in forma inconscia, piuttosto che soffermarsi a riflettere consciamente, poiché è un procedimento più faticoso e costa più energia e tempo.

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