La notte tra il 27 e il 28 dicembre del 1612 Galileo tracciò la posizione di una "stella": il pianeta Nettuno

La notte tra il 27 e il 28 dicembre del 1612 Galileo tracciò la posizione di una “stella”: il pianeta Nettuno

 

La notte tra il 27 e il 28 dicembre del 1612 Galileo tracciò la posizione di una “stella”: il pianeta Nettuno

Nettuno pare sia stato definitivamente identificato nel 1846 da Johann Gottfried Galle grazie all’utilizzo dei calcoli di Urbain Le Verrier e John Couch Adams, rendendolo una scoperta congiunta franco-tedesca. Tuttavia, questi astronomi non furono i primi ad osservare Nettuno. La prima teoria dell’esistenza di Nettuno fu invece merito di uno degli astronomi più famosi di tutti i tempi, Galileo Galilei che lo notò il 28 dicembre 1612 guardando il cielo notturno alla ricerca di nuovi pianeti. Mentre disegnava le lune di Giove con il suo telescopio, Galileo disegnò due volte Nettuno appena scoperto, che si andò a trovare in congiunzione con Giove alcuni giorni dopo, proprio all’inizio del 1613.

Quella notte del 28 dicembre, aveva trovato qualcosa di molto interessante, qualcosa che sembrava essere una stella che non brillava, e quindi Galileo pensò di aver trovato un pianeta. Il telescopio primitivo di Galileo era in grado di ingrandire solo circa 30 volte cosa che potrebbe aver contribuito, insieme al suo movimento lento, ad aver scambiato il pianeta con una stella. Guardò di nuovo un anno dopo per capire se avesse cominciato a diventare retrogrado. Poi dimostrò che si trattava proprio di un pianeta, annotandolo nei suoi disegni del sistema solare (senza avergli dato nome) e mostrandolo al pubblico.

Oggi David Jamieson dell’Università di Melbourne sostiene che Galileo lo avesse annunciato in un anagramma che fu però a suo tempo soppresso dalla Chiesa cattolica. Nettuno sarebbe sembrato a Galileo dapprima una stella, proprio come accade oggi nei piccoli telescopi. In seguito, gli astronomi continuarono a guardare Nettuno alla fine sostenendo che era una stella in congiunzione con Giove, come era a sua volta accaduto a Galileo quando pareva si stesse spostando sul suo piccolo telescopio.

Nel 1821, l’astronomo Alexis Bouvard, tenne traccia per mesi delle sue osservazioni su Urano e scrisse sui suoi appunti quanto fosse rimasto turbato da quello che pareva essere solo un corpo sconosciuto, facendolo credere all’esistenza di Nettuno.

Nel 1844, John Adams fu affascinato dai misteri di Nettuno e volle dimostrare la sua esistenza, raccogliendo molti dati sull’argomento da solo, e parlando principalmente con altri famosi astronomi fino al 1846.

Ma l’ultima volta in cui Nettuno fu cercato è stato quando Urbain Le Verrier, ignaro delle osservazioni di Adams, fece calcoli su dove avrebbe potuto essere il pianeta trovando Urano. Poi, osservando attraverso le leggi di Newton, quanto e dove venisse tirato, considerò ciò che aveva proposto Galle. L’astronomo Johann Gottfried Galle aveva infatti suggerito di usare i calcoli del rifrattore all’osservatorio di Berlino per trovare la posizione di Nettuno. Così quando Galle ottenne la nota cercò Nettuno nel cielo notturno e lo trovò!

Fonte immagine originale elaborata per la cover: qui

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