Giorgio De Chirico, principale e maggiore esponente della pittura metafisica.

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Un’opera d’arte per divenire immortale
deve sempre superare i limiti dell’umano
senza preoccuparsi né del buon senso né della logica.

Giorgio De Chirico

Nel 1978 viene a mancare Giorgio De Chirico, principale e maggiore esponente della pittura metafisica.

Giuseppe Maria Alberto Giorgio De Chirico nasce a Volos (Grecia) nel 1888 da genitori italiani. Studia presso il Politecnico di Atene e dal 1906, tra brevi soggiorni a Venezia e a Milano, si trasferisce a Monaco di Baviera, dove frequenta l’Accademia di Belle Arti. Nel 1918 torna in Italia per poi stabilirsi a Roma fino al 1925, poi a Parigi e fino al 1938 alterna periodi tra Firenze e New York. Nel 1947 rientra in Italia con la sua seconda moglie dapprima a Milano e definitivamente a Roma, ove giacciono le sue spoglie.

In giovinezza si interessa alla filosofia di Nietzsche, Schopenhauer e Weininger e viene molto colpito dalla pittura simbolista e decadente di Arnold Böcklin e Max Klinger. Le opere di Giorgio De Chirico vengono notate da Pablo Picasso e dal poeta Guillaume Apollinaire che, recensendo le sue opere, usa per la prima volta il termine “metafisico“. Alcune sue opere ritraggono immagini di quinte architettoniche che definiscono spazi vuoti e silenziosi in cui l’atmosfera è immobile. Talvolta vi è la presenza di qualche statua, manichino o busti di gesso, mentre in lontananza si vedono ombre, ciminiere, treni che passano, quasi immagini oniriche. In seguito, grazie all’incontro con l’artista Carlo Carrà, definisce il suo stile ed elabora la teoria della pittura metafisica. Col termine “metafisica” ci si riferisce infatti a ciò che è al di là del fisico, di ciò che è concreto e tangibile e appartiene al mondo naturale. Significa quindi una realtà diversa che va oltre ciò che vediamo allorché gli oggetti o gli spazi, che conosciamo dalla nostra esperienza, sembrano rivelare un nuovo aspetto che ci sorprende. Possiamo anche sostenere come, attraverso questa poetica figurativa, si raffiguri l’inconscio e il sogno, il surreale e le cose che conosciamo prendono l’aspetto di enigmi, di misteri, di segreti inspiegabili. L’obiettivo comune degli artisti metafisici, che sono, oltre al De Chirico, gli italiani Carrà, Morandi, Casorati, Sironi, Martini, Marini e Tosi, è quello di andare oltre l’apparenza dei fenomeni per cogliere il senso profondo delle cose, in altre parole, l’essenza della realtà.

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