Ricordiamo il precursore del Simbolismo e del Surrealismo ossessionato da Salomè pittore dell’estetica decadente: Gustave Moreau

Ricordiamo il precursore del Simbolismo e del Surrealismo ossessionato da Salomè pittore dell’estetica decadente: Gustave Moreau

 

Nessuno poteva avere meno fiducia nell’importanza assoluta e definitiva dell’opera creata dall’uomo, perché credo che questo mondo non sia altro che un sogno.
Gustave Moreau

Ricordiamo il precursore del Simbolismo e del Surrealismo ossessionato da Salomè pittore dell’estetica decadente:
Gustave Moreau

Gustave Moreau nasce in Francia il 6 aprile 1826, a Parigi, in 6 Rue des Saints-Peres da una famiglia della classe media. Suo padre, Louis Jean Marie Moreau, è un architetto al servizio della città di Parigi e sua madre, Adele Pauline Desmoutier, una musicista di talento. Dopo aver visitato l’Italia a 15 anni Gustave Moreau inizia il suo amore per l’arte. All’età di 18 anni studia arte all’Ecole des Beaux-Arts sotto la guida di François-Édouard Picot che lascia nel 1850. In seguito, va a studiare arte sotto il suo nuovo mentore Théodore Chassériau, il cui lavoro influenza fortemente il suo.

Moreau partecipa per la prima volta al Salon nel 1852. In quegli anni Moreau comincia una relazione romantica con Adelaide-Alexandrine Dureux, una donna che ritroviamo in vari suoi disegni. Moreau inizia la sua carriera disegnando arte classica, ma incorporando immagini esotiche, sviluppa da subito una forma d’arte misteriosa e unica. Il suo primo dipinto si tratta di una “Pietà” che ora si trova nella cattedrale di Angoulême. Moreau porta in mostra una scena del “Cantico dei cantici” e “La morte di Dario” nel salone del 1853. Nello stesso anno, contribuisce alla grande mostra degli ateniesi con “Il Minotauro e Mosè” mettendo i suoi sandali a vista della terra promessa.

La morte del maestro Chasseriau nel 1856 porta Moreau a entrare in uno stato di oscurità. Smette di dipingere e si ritira dal pubblico. Preoccupati per le sue condizioni, i genitori di Moreau gli suggeriscono di recarsi di nuovo in Italia. Vive in Italia dal 1857 al 1859 e trova un nuovo amore per l’arte. Prende ispirazione per fare arte dallo stile del Rinascimento italiano di Leonardo da Vinci e Michelangelo. La sua inclinazione per Leonardo viene condizionata principalmente dal fatto che gli storici francesi affermano che Leonardo muore in Francia nelle mani del re Francois I. Inoltre, il suo desiderio di dipingere con uno stile rinascimentale porta Moreau a studiare dai discepoli del Da Vinci e Michelangelo. “Edipo e la Sfinge”, uno dei suoi primi dipinti simbolisti, viene esposto al Salon del 1864 e attualmente risiede nella collezione permanente del Metropolitan Museum of Art di New York. Moreau si guadagna rapidamente una reputazione per l’eccentricità. Il 28 marzo 1890, Alexandrine Dureux muore. La sua perdita colpisce molto Moreau e da questo momento il suo lavoro esprime una vena malinconica. Alexandrine viene sepolta nello stesso cimitero in cui Moreau stesso sarebbe poi stato messo a riposo.  Moreau diviene professore all’École des Beaux-Arts di Parigi nell’ottobre del 1891. Tra i suoi numerosi studenti ci sono i pittori fauvisti Henri Matisse e Georges Rouault. Anche Jules Flandrin, Theodor Pallady e Léon Printemps hanno studiato con Moreau. Il 18 aprile 1898 Moreau muore di cancro allo stomaco e viene sepolto alla Cimetière de Montmartre di Parigi nella tomba dei suoi genitori.

Gustave Moreau è stata una figura di spicco nella pittura simbolista francese la cui enfasi principale riguardava l’illustrazione di figure bibliche e mitologiche. Come pittore, Moreau fece appello all’immaginazione di alcuni scrittori e artisti simbolisti. È riconosciuto per le sue opere che sono influenzate dal Rinascimento italiano e dall’esotismo. Durante la sua vita, Moreau ha prodotto oltre 8.000 dipinti, acquerelli e disegni, molti dei quali esposti nel Musée National Gustave Moreau di Parigi in 14 rue de la Rochefoucauld (9 ° arrondissement). Il museo si trova nel suo ex laboratorio che iniziò la sua attività nel 1903. André Breton era famoso per “infestare” il museo e considerava Moreau come un precursore del surrealismo. Il lavoro di Moreau ha influenzato la successiva generazione di simbolisti, in particolare Odilon Redon e Jean Delville, una figura di spicco del simbolismo belga nella prima parte del ventesimo secolo. Alla fine della sua vita, Moreau costruì molte opere d’arte come La morte che offre una corona al vincitore di un torneo, 1868-70. L’educazione di Gustave Moreau nel disegno classico non gli aveva impedito di sperimentare diversi stili artistici. Viaggiando in altri paesi come l’Italia o l’Olanda e leggendo pubblicazioni, Moreau è stato in grado di sviluppare la sua forma d’arte unica. Tutte queste influenze hanno portato Moreau a disegnare non solo umani, ma animali e monumenti architettonici. Le pubblicazioni più importanti di Moreau furono “The Grammar of Ornament” di Owen Jones, “Le costume historique” di August Racinet e “Le Costume” di Frederick Hottenroth.
Opera “simbolo” del suo stile estremamente personale, l’indimenticabile “Salomè” che troviamo descritta nelle pagine memorabili del romanzo “A Rebours” dello scrittore Joris-Karl Huysmans. La sua opera d’arte è, come abbiamo già visto, conservata a Parigi presso il Musée Gustave Moreau.

In cover: Gustave Moreau.
L’immagine è stata adattata, l’originale si trova qui: commons.wikimedia.org

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