Jean-Baptiste Camille Corot maestro paesaggista

Nel 1796 nasceva il “maestro” del paesaggio Jean-Baptiste Camille Corot

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[…] nessuno mi ha mai insegnato:
il mio istinto mi spinge e io gli obbedisco…

Jean-Baptiste Camille Corot

Nel 1796 nasceva il “maestro” del paesaggio Jean-Baptiste Camille Corot

Jean-Baptiste-Camille Corot, nasce a Parigi nel 1796, figlio di un ricco mercante e di una madre ben nota come modista alla moda negli anni dell’Impero e della Restaurazione. Fin da ragazzo i suoi gusti lo portano all’arte, ma suo padre vuole che diventi un mercante.

Nonostante ciò studia prima con il paesaggista Achille Etna Michallon e, dopo la sua morte, con Jean-Victor Bertin (tra il 1767 e il 1842), entrambi alunni di Pierre-Henri de Valenciennes. Nel 1825-1828 Corot fa il viaggio in Italia considerato così essenziale per la formazione di un artista del paesaggio, passando il tempo a Roma e la campagna romana, prima di recarsi a Napoli.
Nel 1827 invia i suoi primi dipinti al Salon di Parigi: “View at Narni” (Ottawa, National Gallery of Canada) e “Roman Campagna” (Zurigo, Kunsthaus).
Corot torna in Italia nel 1834 e nel 1843. Viaggia anche in Francia, in Normandia, in Provenza, nella regione del Morvan in Borgogna, e nel nord-est della Francia nel 1871 durante la Comune. Nel 1854 viaggia in Olanda e in Belgio; visita regolarmente la Svizzera e nel 1862 è a Londra. Durante questi viaggi Jean-Baptiste Camille Corot Olanda dipinge all’aria aperta (“en plein air”) e riempie numerosi quaderni di disegni.
I suoi primi schizzi ad olio, come quelli dipinti in Italia, sono chiaramente definiti e freschi, grazie ai colori brillanti in tratti fluidi. Durante i mesi invernali lavora in studio su ambiziosi paesaggi mitologici e religiosi destinati al salone. “Hagar in the Wilderness” (New York, Metropolitan Museum of Art), esposto nel salone del 1835, è caratteristico delle sue prime opere e, come i suoi studi all’aria aperta, presenta le forme e i colori netti della pittura accademica.

La sua fama si definisce nel 1850, periodo in cui il suo stile si attenua e i suoi colori divengono più netti. Nei suoi ultimi paesaggi da studio, spesso popolati da bagnanti, baccanti e figure allegoriche, impiega una piccola gamma di colori, spesso usando grigi teneri e verdi blu, con macchie di colore limitate ai vestiti delle figure. I dettagli topografici vengono soppressi a favore dell’umore e dell’atmosfera, soprattutto nei suoi “souvenir”, basati su ricordi di paesaggi reali. La popolarità di questi, combinata con l’incoraggiamento di Corot di artisti più giovani a copiare i suoi quadri (che poi firmò), sia come esercizio di apprendimento o per la produzione di opere in vendita, ha portato a numerosi falsi e imitazioni, nonché difficoltà di attribuzione. Alla Exposition Universelle del 1855 Corot mostra sei dipinti e vince una medaglia d’oro.

La sua influenza sulla pittura paesaggistica del XIX secolo, compresi gli impressionisti, fu immensa, in particolare nel suo ritratto di luce sul paesaggio. Per lungo tempo, tuttavia, soprattutto tra i collezionisti, la popolarità del suo ultimo lavoro ha oscurato l’apprezzamento dei suoi primi studi.

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