Le nuove Cyber-dipendenze: la dipendenza da Internet (IAD) - parte quarta

Le nuove Cyber-dipendenze: la dipendenza da Internet (IAD) – parte 4°

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15° articolo per la nostra rubrica dal titolo “Dipendenza da smartphone. Il paradosso della solitudine”, curata da Jessica Guidi

Le nuove Cyber-dipendenze: la dipendenza da Internet (IAD) – (parte quarta)

Uno dei quesiti a cui ancora non è stata data una risposta univoca, è se la Dipendenza da Internet sia un disturbo a sé stante o uno dei sintomi di chi è affetto da un ulteriore disturbo concomitante o primario (Shaffer et al., 2000).

Sono state individuate alcune comorbidità: sindrome da deficit dell’attenzione-iperattività (Yen et al., 2007; Young J,2008), depressione (Ko et al., 2008), disturbo bipolare (Shapira et al.,2000), ansia (Black, et al. 1999), fobia sociale (Caplan,2007), disturbo ossessivo-compulsivo (Shaw e Black, 2008), abuso di sostanze (Bai et al., 2001), parafilie, dipendenza sessuale (Cooper et al.,1999), gioco d’azzardo patologico (Greenberg et al.,1999), o altre patologie psichiatriche.

I fattori che determinano l’uso eccessivo di Internet

Un modello concettuale ancora più recente è quello di Douglas (2008) nell’articolo “Internet addiction: Meta-synthesis of qualitative research for the decade 19962006”; in esso riporta i fattori che determinano l’uso eccessivo di Internet:

  • FATTORI ANTECEDENTI: frequentare in modo assiduo luoghi che permettono l’uso di Internet, l’uso massiccio per molti anni, difficoltà a relazionarsi con altre persone, scarsa vita sociale e/o la scarsa stima di sé;
  • FATTORI MOTIVAZIONALI: le sensazioni positive che conseguono all’utilizzo di Internet come l’effetto relax e la soddisfazione di bisogni sociali;
  • FATTORI DI ATTRATTIVITÀ: la facilità della fruizione di informazioni, la facilità dell’interazione sociali, come le chat, blog e la molteplicità delle applicazioni attrattive di Internet come il gioco d’azzardo online ed altri giochi.

Le persone che possono sviluppare questo tipo di dipendenza sono: sia i “nativi digitali” eccedono nel suo utilizzo per tutte le opportunità che mette a disposizione, soprattutto per i giochi e i social network.

Le persone oltre i 45-50 anni che sono nate e per tanto tempo hanno vissuto al di fuori della tecnologia digitale, i cosiddetti “immigrati digitali”, per i quali il mondo virtuale è divenuto un fantastico parco giochi da esplorare e nel quale si sono persi.

La dipendenza da Internet inoltre si è osservata in concomitanza con alcune caratteristiche di personalità: bassa autostima, impulsività, timidezza, infine con sintomi psichiatrici rilevanti come l’ideazione suicidaria; infatti sembra che i soggetti dipendenti da questa patologia abbiano caratteristiche genetiche e tratti di personalità simili ai soggetti affetti da depressione (Lee et al., 2009).

Si potrebbe ipotizzare che internet riporti alla luce delle predisposizioni a patologie latenti (Keleci e Inal, 2010).

Il dipendente da Internet usa il mezzo in maniera esclusiva e totalizzante, instaurando un legame così forte che il computer diventa la nuova relazione primaria della sua vita (Orzack,1999).

Il progressivo ritiro sociale rappresenta il sintomo più grave e si presenta come uno stato dissociativo, che induce il soggetto ad una scarsa consapevolezza del suo status a causa del mantenimento dei contatti virtuali, che portano il soggetto a non rendersi conto della sua condizione.

«Questo meccanismo a cui sottendono dinamiche dissociative, ha intensità diversa a seconda del tempo trascorso online; che nei casi più gravi si traducono in stati di derealizzazione e/o depersonalizzazione»

(Caretti,2000).

«I soggetti con dipendenza da Internet che inizialmente arrivano ai centri ospedalieri con sintomi legati ai disturbi dell’umore, ansia, e tendenze ossessive compulsive, e solo in seguito a colloqui clinici mirati si individuano i sintomi di questa dipendenza»

(Shapira et al., 2000).

“Ai sintomi riportati si aggiungono i sintomi fisici come conseguenza di questi stili di vita: problemi alimentari (iperfagia o anoressia), difficoltà circolatorie a carico degli arti inferiori, mal di schiena, dolori muscolari al braccio, sindrome del tunnel carpale, affaticamento degli occhi, vertigini, cefalee, e, infine insonnia”

(Young, 1996).

Una recente review delle principali ricerche fatte su dipendenza da internet e psicopatologia (Carli et al., 2013) afferma che:

  • 75% degli studi riporta una correlazione tra PIU e depressione;
  • 57% degli studi riporta una correlazione tra PIU e ansia;
  • 100% degli studi riporta una correlazione tra PIU e sintomi legati all’ ADHD;
  • 60% degli studi riporta una correlazione tra PIU e disturbo ossessivo-compulsivo;
  • 66% degli studi riporta una correlazione tra PIU e ostilità/aggressività;  100% degli studi riporta una maggiore correlazione tra PIU e sesso maschile.
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