Manipolare la percezione è possibile

Manipolare la percezione è possibile

Condividi
Share on FacebookShare on LinkedInTweet about this on TwitterPin on Pinterest
 

Nel film “Inception”, il personaggio di Leonardo DiCaprio interferisce con i sogni altrui per impiantare nuove idee nelle loro menti. Tuttavia quella che fino ad oggi poteva essere considerata solo un’interessante trama cinematografica, inizia ad essere concretamente realizzabile.
Negli ultimi anni, i ricercatori hanno sviluppato un modo per immettere ricordi fasulli nella mente delle persone, facendoli riconoscere ed interpretare come reali. La tecnica, sviluppata da Takeo Watanabe della Brown University e partner presso l’Advanced Telecommunications Research Institute in Giappone, si chiama Associative Decoded fMRI Neurofeedback e potrebbe eventualmente aiutare le persone con disturbi di depressione ed autismo.
L’idea di base è questa: i soggetti vengono sottoposti ad una risonanza magnetica funzionale, o fMRI, mentre giocano. Durante il gioco, attraverso la fMRI, vengono tracciate le nuove connessioni neurali che si sviluppano a seguito dei feedback rilasciati dal gioco.
Il processo è chiamato neurofeedback ed utilizza i dati dalla macchina fMRI per esplorare cosa sta succedendo nel loro cervello, nel caso specifico, mentre questo è sottoposto ad uno stimolo videoludico. La tecnica utilizza la scansione del cervello con una macchina fMRI per inserire nella mente dei soggetti partecipanti un’associazione ma senza che questi possano essere consapevoli di ciò che stanno imparando.

 

La sperimentazione

In particolare essi dovevano guardare una griglia a fasce bianche e nere, immaginando di eliminare quelle verticali. Non era stata fornita loro nessuna spiegazione su come fare, veniva solo richiesto di “regolare in qualche modo la propria attività cerebrale”. Alla fine dell’esperimento, ripetuto oltre 500 volte per ciascun partecipante, si assegnava un punteggio in base al risultato raggiunto.

griglia rossa

In realtà però il punteggio più elevato era assegnato ai soggetti la cui attività cerebrale attivava più spesso l’area cerebrale che regola la visualizzazione del colore rosso. In questo modo, inconsciamente, i ricercatori sono riusciti a forzare una connessione tra la griglia e il colore rosso.

Il risultato è stato che, in seguito ai primi risultati, mostrando ai partecipanti griglie di vari colori, la maggior parte era più incline a vederle di colore rosso anche se in realtà non lo erano. Strisce verticali che erano in realtà verdastre sembravano e venivano interpretate come rossastre. Più sorprendente il fatto che l’effetto era ancora attivo a 5 mesi di distanza dall’esperimento.

 

Alcuni scienziati hanno usato il neurofeedback, per dare alla persone affette da determinate patologie un metro ed una metodologia di controllo sulle proprie onde celebrali. Una persona con ansia potrebbe usare l’fMRI per cercare di calmare consapevolmente se stessi, visualizzando il proprio andamento delle onde, a schermo.

 

Tuttavia per la maggior parte delle condizioni sarebbe probabilmente necessario il tipo di neurofeedback proposto da Takeo Watanabe. Nel caso della depressione, dove è presente una tendenza a recuperare ricordi negativi, potrebbe essere utilizzata per impiantare falsi ricordi legati a momenti sereni, ingannando il soggetto ed alterando il suo stato cognitivo. Si tratta ancora di proiezioni e sviluppi possibili, per il momento la tecnica sviluppata può farti vedere i colori ma la ricerca va avanti.

 

Andrea Paci

Fonti Cell, Tomshw, State News

 

Condividi
Share on FacebookShare on LinkedInTweet about this on TwitterPin on Pinterest

0 comments on “Manipolare la percezione è possibileAdd yours →

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *