Marina Cvetaeva è anche conosciuta per il suo ritratto delle esperienze di una donna durante gli "anni terribili" della storia russa

Marina Cvetaeva, poetessa e scrittrice della stagione simbolista russa

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Non fare paragoni: chi vive è incomparabile.

Marina Cvetaeva

Nel 1892 nasceva una delle poetesse e scrittrici più importanti della stagione simbolista della letteratura russa, Marina Cvetaeva

La poetessa russa Marina Cvetaeva (anche Marina Cvetaeva e Marina Tsvetayeva) nasce a Mosca l’8 ottobre 1892. Suo padre è un professore e fondatore del Museum of Fine Arts, e sua madre, che muore di tubercolosi quando Marina aveva 14 anni, era una pianista da concerto. All’età di 18 anni la Cvetaeva pubblica la sua prima raccolta di poesie, Evening Album. Durante la sua vita scrive poesie, versi e pezzi in prosa; è considerata una delle poetesse più famose della Russia del 20° secolo.

La vita della Cvetaeva coincide con gli anni turbolenti della storia russa.

Sposa Sergei Efron nel 1912 col quale ha due figlie e un figlio. Efron si unisce all’esercito bianco, e la Cvetaeva si separa da lui durante la guerra civile. La poetessa ha una breve storia d’amore con Osip Mandelstam e una relazione più lunga con Sofia Parnok. Durante la carestia di Mosca, la Cvetaeva è costretta a mettere le sue figlie in un orfanotrofio statale, dove la più giovane, Irina, muore di fame nel 1919. Nel 1922 emigra con la sua famiglia a Berlino, poi a Praga, stabilendosi a Parigi nel 1925. Tuttavia, a Parigi, la famiglia vive in povertà. Sergei Efron lavora per la polizia segreta sovietica, e la Cvetaeva viene evitata dalla comunità di espatriati russi di Parigi. Attraverso gli anni della privazione e dell’esilio, la poesia e il contatto con i poeti sostiene la Cvetaeva. Intrattiene corrispondenze con Rainer Maria Rilke e Boris Pasternak e dedica il proprio lavoro ad Anna Akhmatova, anch’ella nota poetessa ucraina.

Nel 1939 la Cvetaeva ritorna in Unione Sovietica. Efron viene giustiziato mentre la figlia superstite mandata in un campo di lavoro. Quando l’esercito tedesco invade l’Unione Sovietica, la Cvetaeva viene evacuata da Yelabuga con suo figlio. La poetessa si impicca il 31 agosto 1941.

L’opera

I critici e i traduttori del lavoro della Cvetaeva commentano spesso la passione nelle sue poesie, i rapidi cambiamenti e l’insolita sintassi in esse contenuta, come l’influenza delle canzoni popolari. La Cvetaeva è anche conosciuta per il suo ritratto delle esperienze di una donna durante gli “anni terribili” (come il periodo della storia russa che è descritto da Aleksandr Blok). Le raccolte di poesie della Cvetaeva tradotte in inglese includono “Selected Poems of Marina Cvetaeva”, tradotto da Elaine Feinstein (1971, 1994). È oggetto di numerose biografie, nonché delle memorie raccolte “No Love Without Poetry” (2009), di sua figlia Ariadna Efron (1912-1975).

In cover: Marina Cvetaeva fotografata da Pyotr Ivanovich Shumov (1872-1936). Foto originale qui

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