Le neo-emozioni nell’odierno panorama psico-sociale Di Alessandro Bigarelli

Le neo-emozioni nell’odierno panorama psico-sociale

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Le neo-emozioni

Le grandi migrazioni verso i paesi del vecchio continente, definite da alcuni esodo biblico di gente in fuga dalla guerra e da un futuro a dir poco incerto, da altri, invece, commercio di esseri umani, stanno già operando a livello psicologico una modificazione della simbolizzazione affettiva.
Questa la si descrive di solito come connubio di due dimensioni: la prima è la storico-affettiva e riguarda eventi che rappresentano e costruiscono l’esistenza individuale lungo l’asse temporale; la seconda è quella dinamico-cognitiva che coinvolge i modelli interiorizzati.
Le due dimensioni vivono momenti di crisi sia in chi fuggendo chiede aiuto e asilo, sia in chi, nolente o volente, si trova a rispondere a quella richiesta e dà aiuto. Le nuove dinamiche relazionali riportano in luce e rafforzano le neo-emozioni così come furono individuate e definite da Ignacio Matte Blanco e successivamente da Carli e Paniccia.
Esse sono la pretesa, il controllo, la diffidenza, l’obbligo, la provocazione, la lamentela, la preoccupazione.

La strutturazione bi-logica della mente

Blanco postula la strutturazione bi-logica della mente. Ritiene che la mente si relazioni all’ambiente sia per mezzo della logica cognitiva basata sulle percezioni sia attraverso la logica emozionale (o emozionata) basata sulle istanze psichiche dell’inconscio (siamo ovviamente in ambito psicodinamico).
Ogni individuo perciò si rapporterebbe alla realtà attraverso la logica cognitiva e la logica emozionale strettamente collegate tra loro.
Dalla logica emozionale però dipendono le motivazioni dell’individuo, il suo fare scelte, il prendere decisioni, la spinta all’agire e il desiderio di relazionarsi socialmente all’altro.
La logica emozionale, secondo Blanco, è presente fin dalla nascita e avrebbe natura sociale. L’emozione consiste nel vissuto soggettivo che deriva dalla simbolizzazione affettiva di oggetti, persone ed eventi nel proprio contesto esistenziale, e rappresenta altresì la risposta fisiologica agli stimoli interni ed esterni.
Ancora una volta l’emozione è un tassello significativo nella comprensione e costruzione dell’individuo nella sua complessità e riveste un ruolo primario nella risposta adattiva dell’individuo agli eventi e alle persone, tanto più se entrambi sono indesiderati.

L’antinomia dicotomica amico-nemico

La presenza di estranei e stranieri in casa propria non solo ridesta immaginari di paura ma ristruttura la sempre attuale seppur primitiva categoria emozionale basata sull’antinomia dicotomica amico-nemico nella quale trovano terreno fertile di espressione-esasperazione le neo-emozioni sopra elencate.
L’insicurezza nel relazionarsi all’altro con tutto ciò che ne consegue (accogliere, accettare, integrare oppure per converso rifiutare e scacciare ma anche sottomettere) fa riemergere oggi in modo prepotente i posizionamenti della categoria amico-nemico.
La posizione esistenziale dell’individuo tra l’essere amico o l’essere nemico si manifesta in tre ulteriori dicotomie psicosociali: dentro-fuori, dietro-davanti, alto-basso.
La categoria del ‘dentro’ afferisce all’appartenenza, all’affiliazione; quella del ‘fuori’, invece, simboleggia il pericolo, l’inimicizia, l’estraneità, il rifiuto del nuovo e del diverso.
La categoria del ‘davanti’ rappresenta ciò che è visibile e chiaro ma nasconde anche il pericolo della superficialità (nel giudicare così come nel percepire).
Quella del ‘dietro’ rimanda al passato, alla tradizione, ma anche al pericolo e alla derisione.
I concetti di ‘alto’ e ‘basso’ richiamano la simbolizzazione affettiva delle dinamiche relazionali di potere (possesso, posizione di forza nello scambio, superiorità-inferiorità, attacco, fuga o reazione).

La presenza invadente dell’altro (da assumere con connotazione neutra, come pura constatazione) esaspera e lo sta facendo le neo-emozioni a lungo sottovalutate: pretesa, controllo, diffidenza, obbligo, provocazione, lamentela, preoccupazione.
È urgente perciò che gli specialisti tornino ad occuparsi delle neo-emozioni, indicatori di sintomatologia psicopatologica in quanto capaci di modulare dinamiche e disagio relazionali.

Alessandro Bigarelli

BIBLIOGRAFIA

  • Blanco, I. M. (1981). L’inconscio come insiemi infiniti: saggio sulla bi-logica. Torino: Einaudi; (1995). Pensare, sentire, essere. Riflessioni cliniche sull’antinomia fondamentale dell’uomo e del mondo. Torino: Einaudi.
  • Carli, R., Paniccia, R.M. (2004). L’analisi emozionale del testo. Uno strumento psicologico per leggere testi e discorsi. Milano: Franco Angeli.
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