... potente strumento Questionario che veniva utilizzato per l’analisi statistica delle caratteristiche delle popolazioni...

“Mifid Enterprise” racconto di Massimo Scolari

Condividi
Share on FacebookShare on LinkedInTweet about this on TwitterPin on Pinterest
 

Una novità: un interessante racconto scritto da un amico di Neureka dal titolo “Mifid Enterprise”.
Buona lettura!

La mattina del 24 dicembre 2017 nel cielo di Milano fu avvistata una navicella spaziale che sfrecciava ad alta velocità.

L’astronave proveniva dal pianeta Mifid dalle lontane regioni dello spazio.

Lo scopo della missione intergalattica era pacifico: si trattava di un’indagine scientifica sugli abitanti dei pianeti sui quali era stata individuata la vita mediante le ricerche degli scienziati Mifidiani.

Naturalmente lo sviluppo tecnologico e scientifico su quel pianeta era molto più avanzato rispetto al nostro: l’equipaggio della nave spaziale era in possesso di uno potente strumento che veniva utilizzato per l’analisi statistica delle caratteristiche delle popolazioni individuate e per la classificazione degli individui in gruppi omogenei. Il suo nome era “Questionario”.

Dopo aver esplorato alcune migliaia di pianeti, raccolto ed elaborato una gran quantità di dati, la navicella puntò sul pianeta Terra.

“Qui non abbiamo molto tempo – disse il Capitano Kirk – un paio di sondaggi e via”.

Il caso volle che il potente Questionario venisse puntato su Milano. Era una mattina fredda. La gente si aggirava infreddolita alla ricerca degli ultimi regali e panettoni.

Non c’era dubbio alcuno, il Questionario aveva sentenziato: gli abitanti del pianeta Terra indossano il cappotto.

Tuttavia per un campione statistico che si rispetti i ricercatori Mifidiani non potevano accontentarsi di un solo sondaggio: alla velocità della luce l’Enterprise girò intorno alla terra, raggiunse una calda isoletta del Pacifico e puntò di nuovo il Questionario sugli abitanti.

“Non c’è dubbio – sentenziò il Capitano – qui il cappotto non ce l’hanno”.

Con fulminea rapidità il potente computer elaborò la massa di dati ed emise la sentenza: “Gli abitanti del pianeta Terra possono essere profilati in due gruppi omogenei: il primo indossa il cappotto, il secondo no.”

“Perfetto – aggiunge Kirk – missione compiuta, andiamo avanti.”.

“Mmmmmmmm, questa storia non mi convince del tutto”. Era la voce dell’Ufficiale Spock, il quantitativo, assunto tra i venusiani come Risk Manager dell’Enterprise. “Non sarà un po’ troppo superficiale ?”.

“Sciocchezze – sentenzia il Galassia Manager McCoy – non possiamo certo perdere troppo tempo con gli abitanti di questo piccolo pianeta.”

Ma Spock non molla: “Non abbiamo testato la temperatura al suolo, la differenza climatica potrebbe forse fornire una spiegazione scientifica del fenomeno – cappotto indossato dal primo gruppo e non dal secondo ”.

Il Capitano Kirk si indispettisce: “Ok ragazzi fatemi sentire la Dottoressa Uhura che come responsabile della Compliance ci dirà cosa dobbiamo fare.”

“Dottoressa cosa ne dice ?”. Dopo una ricerca di pochi millisecondi sul computer dell’Enterprise con scansione di tutti i Regolamenti della Federazione Unita dei Pianeti, la Dottoressa Uhura conferma “Capitano, la parola “cappotto” non è stata trovata in alcun testo regolamentare, quindi fate un po’ come volete”.

Il Capitano Kirk non aspettò un istante e decretò l’immediata ripartenza verso nuovi pianeti e nuove galassie.

 

Massimo Scolari

Condividi
Share on FacebookShare on LinkedInTweet about this on TwitterPin on Pinterest

0 comments on ““Mifid Enterprise” racconto di Massimo ScolariAdd yours →

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *