uso problematico dei social network

Il rapporto tra social network e i due sistemi

 

Hamed Qahri Saremi, un professore associato di sistemi d’informazione al De Paul University College of Computing and Digital Media, è co-autore dello studio insieme ad Ofir Turel, un professore di sistemi d’informazione e scienze decisionali alla California State University, Fullerton e ricercatore interno alla University of Southern California, Los Angeles.

Dual system perspective

I due ricercatori, per indagare i meccanismi alla base dell’uso problematico dei social network, hanno applicato la “dual system perspective”, una teoria mutuata dalla psicologia cognitiva che ipotizza che gli uomini abbiano due differenti meccanismi cerebrali che influenzano i processi di decision-making.

L’ uso problematico dei social network, in circostanze che potrebbero portare a conseguenze negative, è stato collegato a uno squilibrio tra due sistemi cerebrali

I ricercatori ritengono che il Sistema 1, venga innescato velocemente, spesso al di sotto del livello di coscienza, in reazione a stimoli come guardare i social network o ricevere una notifica dagli stessi; mentre il Sistema 2, riflessivo e razionale, venga innescato più lentamente, aiutando gli individui ad evitare gli impulsi e le azioni che non sono nel loro interesse.

I ricercatori hanno raccolto ed analizzato dati riguardanti l’uso problematico di Facebook durante un semestre e in seguito hanno seguito il percorso universitario di ogni studente per indagare la loro performance accademica sia nei singoli semestri che in tutto l’anno accademico.

I soggetti che avevano mostrato un uso problematico dei social network, nella fattispecie un uso di Facebook più marcato, avevano una forte preoccupazione cognitivo-emozionale (sistema 1), ma un controllo cognitivo-comportamentale più debole (sistema 2), mostrando uno squilibrio tra i due sistemi; di fatto, più grande era questo squilibrio, più i soggetti erano a rischio di sviluppare comportamenti legati all’uso problematico dei social.

Tra i risultati più importanti della suddetta ricerca sull’uso problematico dei social network abbiamo:

  • Il 40% dei soggetti utilizzava Facebook alla guida
  • Il 63% dei soggetti riportava l’utilizzo di Facebook quando aveva una conversazione faccia a faccia con un’altra persona

L’uso problematico dei social network, come Facebook, mentre si sta guidando, durante un meeting di lavoro o in altre circostanze che potrebbero portare a conseguenze negative, è stato quindi collegato a uno squilibrio tra i due sistemi cerebrali.

Lo studio ha suggerito che le persone potrebbero iniziare a limitare l’uso dei social media con delle strategie, ad esempio disattivando le notifiche dei social sul proprio telefono. È stato anche suggerito che i programmatori potrebbero prendere in considerazione l’idea di aggiungere specifiche di sistema che renderebbero ai fruitori più facile controllare il proprio comportamento problematico.

Il prossimo passo include delle ricerche aggiuntive estendendo lo studio ad altri social media, come i video games e le chat. Gli autori aggiungono che la ricerca futura potrebbe anche indagare se gli stessi risultati possano essere prodotti in altri contesti culturali ed educativi.

Andrea Paci

Fonte Stateofmind

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