Rete sociale e Social Network (prima parte)

Rete sociale e Social Network – Parte 1°

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Ed eccoci al terzo appuntamento della nostra rubrica dal titolo “Dipendenza da smartphone. Il paradosso della solitudine”, curata da Jessica Guidi.

Rete sociale e Social Network (prima parte)

L’istinto alla socializzazione, di stringere rapporti con gli altri è un bisogno innato dell’uomo. “L’aggregazione sociale avviene in conseguenza della condivisione degli interessi ed obiettivi comuni, ed nel mondo di Internet, e in particolare nel mondo dei Social Network, sembra soddisfare il bisogni di socializzare dell’uomo” (Menduni, Nencioni, Pannozzo, 2011, 30).

Differenze tra le reti sociali fisiche e virtuali

La versione di Internet delle reti sociali o Social Network in lingua inglese è una delle forme più evolute di comunicazione in web; nello specifico sono applicazioni di Internet che consentono la creazione e lo scambio di contenuti generati dagli utenti (c.d. “User Generated Content”).

Essi sono definiti da Prati (2007,26) “come un insieme di individui connessi tra loro da diversi legami sociali, quali l’amicizia, la dipendenza, la parentela, la collaborazione ed altro, in cui gli individui sono reciprocamente interdipendenti ma ciascuno di loro è autonomo”. Ogni utente dunque non è più un semplice spettatore, ma ne diventa parte attiva, poiché altri utenti possono leggere i suoi commenti.

Una distinzione tra reti sociali “fisiche” e virtuali, oltre al fatto tangibile che non vi sia una relazione diretta, sta nel fatto che le prime sono numericamente ristrette, anche se un individuo può appartenere a più reti sociali.

Questa possibilità di poter quantificare le relazioni in una rete sociale fisica, ha interessato diversi studiosi di sociologia e antropologia, che ne hanno calcolato il numero massimo di relazioni possibili, definito numero di Dunbar, o «regola dei 150».

Con i social invece la rete sociale si può ampliare ogni giorno di più, portando ad un numero di relazioni possibili di gran lunga superiore.

Il numero di utenti dei social network infatti è in continua crescita, e di conseguenza crescono le interconnessioni, ma di conseguenza anche la loro forza e influenza a livello sociale.

Definizioni del SN (Social Network)

Colombo afferma «l’insieme casuale e non sempre prevedibile di interrelazioni che governano la nostra vita quotidiana, può essere interpretato come sistema di punti di riferimento materiali e/o simbolici, ossia come social network» (Colombo, 1998,136).

“I SN[1] sono delle forme di aggregazione sociale che hanno avuto la loro diffusione intorno agli inizi degli anni 2000, ed oggi caratterizzano la vita di molti individui, per i quali sono diventati un’abitudine quotidiana imprescindibile, quasi un’esigenza di vita” (Mazzoli,2011,57).

Un SN consente di poter creare “collegamenti” e di stringere legami con altre persone, stabilendo delle interazioni a più livelli; al livello più basso vi è l’utente che pubblica foto o commenti, al secondo livello vi è il gruppo di persone collegate all’utente, e al terzo livello c’è la vastità degli utenti del social che costituiscono la comunità virtuale.

“La community[2], o comunità virtuale, equivale a società; è il luogo virtuale in cui i gruppi di utenti si incontrano per dialogare, abbattendo ogni barriera spazio-temporale” (Pannozzo, 2011,28s). Questo significa che «una nuova forma di comunicazione attuabile attraverso le reti telematiche, rende possibile le relazioni, dove avvengono i confronti, e a volte gli scontri di opinioni» (Benvenuti e Guglielmino, 2011,28ss).

Parte integrante della realtà di oggi

I social network non sono un mondo a parte, ma parte integrante della realtà di oggi, in cui un gran numero di persone trascorre il proprio tempo, anche per lasciare un segno, per uscire da “un’anonimato sociale” e vivere quel momento di visibilità.

Kaplan e Haenlein (2010) hanno delineato una classificazione a seconda delle funzioni che i social svolgono, distinguendone sei tipi diversi:

  • Collaborative projects (Wikipedia 2001)
  • Blogs and microblogs (Twitter 2006, Snapchat 2011, Whatsapp 2009)
  • Content communities (YouTube 2004)
  • Social networking sites (Facebook 2005, Myspace, Instagram 2010)
  • Virtualgame worlds (World of Warcraft)
  • Virtual social worlds (Second life)

Altre tipologie di social network possono essere le seguenti:

  • Business professionale networking: Xing, LinkedIn
  • Eventi: Meet Up
  • Photo sharing: Flickr
  • Online games: World of warcraft

I social più usati

I social più usati, nel nostro panorama occidentale, sono Facebook, Whatsapp[3] ed Instagram[4].

Facebook soprattutto gode di una certa “supremazia”, infatti ogni nuova applicazione (app) che esce con una qualche innovazione viene assorbita ormai da questa “istituzione sociale”; come è successo per Whatsapp acquistata nel 2014 dalla stessa Facebook inc[5], o come Snapchat, social nato nel 2011, che lanciò la possibilità agli utenti di postare foto che dopo poco tempo scomparivano, Facebook ne assorbì l’innovazione e nel 2013 finì per comprarla.

Facebook è un servizio di rete sociale lanciato nel 2004, fondato ad Harvard negli Stati Uniti da Mark Zuckerberg. Su questa piattaforma virtuale gli utenti possono accedere al servizio gratuitamente dopo aver effettuato una registrazione, nella quale vengono forniti i dati personali come nome, cognome, data di nascita e indirizzo email, ma anche il sesso, la residenza, la scuola frequentata, il lavoro svolto, il proprio datore di lavoro, l’orientamento sessuale, religioso e quello politico, la propria situazione sentimentale e ancora molto altro.

Facebook afferma che questi dati e l’obbligatorio inserimento della data di nascita servano esclusivamente “per favorire una maggiore autenticità e consentire l’accesso ai vari contenuti in base all’età”. Un aspetto importante e delicato quando si parla di social media è la tutela degli utenti, in particolare la tutela del diritto alla riservatezza (privacy).

Sulla pubblica piazza

Il web in definitiva è una grande platea, ed ogni volta che postiamo qualcosa di noi dovremo tener presente che siamo in pubblico, su di un “palcoscenico”.

Per di più ogni dato che forniamo liberamente in realtà sono dati preziosi che vengono raccolti, memorizzati e analizzati da numerose aziende, ma anche dallo Stato.

Tenerlo sempre presente dimostrerebbe un utilizzo di questi social più “saggio”, che non significa abilità nell’utilizzare la tecnologia, ma bensì capacità di prendere decisioni più sagge, in quanto potenziate dalla tecnologia (M. Prensky, 2009).

Una volta effettuata la registrazione, gli utenti creano un “profilo personale” con tanto di foto, e contattano altri utenti, “amici”, creando la propria rete sociale.

È possibile mandare pubblicare ciò che si sta pensando, pubblicare foto, video, mandare messaggi, o effettuare chat, telefonare e videochiamare in tempo reale, ed esprimere il proprio piacere su ciò che postano gli altri utenti attraverso dei “like” (pollice rivolto in su o in giù).

Ovviamente anche gli altri utenti possono fare le stesse cose, quindi arrivano delle notifiche automatiche per tenerci sempre informati sulle attività degli altri utenti.

Mostrare il proprio “profilo” migliore

Questo profilo personale diventa “un’esternizzazione” del nostro “Ego” migliore, infatti tendiamo a mostrare sempre il meglio di noi, una sorta di narcisismo, con una tendenza a vivere sempre sulla cresta dell’onda.

Infatti, molto spesso si innesca una sorta di “competizione” frenetica tra gli individui, una specie di gara a chi “appare migliore”, ad esempio l’immagine di profilo diventa una gara per chi ha postato la foto di sé più bella, servendosi di altre applicazioni, ad esempio la più conosciuta è Photoshop, per eliminare difetti ed apportare i ritocchi per migliorarla, fino ad arrivare a snaturarla in alcuni casi. In sintesi, si crea un mondo alternativo dove sembriamo tutti vivere “con il piede premuto sull’acceleratore”.

Questo “sé idealizzato” virtuale, il più delle volte esibito con una grande quantità di “selfie” appunto, definito dall’Oxford Dictionary come: “una fotografia che una persona ha fatto di se stessa, normalmente con uno smartphone o una webcam, e poi ha pubblicato su uno dei social”, si coniuga in alcuni casi con il bisogno di ammirazione narcisistica, permettendogli di amplificare a dismisura il palcoscenico sul quale mostrarsi, gli rende possibile ampliare il raggio di raccolta di consensi e di esposizione della propria presunta specialità, espressa in “like”.

 


[1] Abbreviazione del termine Social Network
[2] insieme di persone, unite da un interesse comune, che si frequentano utilizzando mezzi di comunicazione telematici e si incontrano in ambienti digitali (forum, newsgroup, blog, chat); comunità virtuale, Garzanti Linguistica
[3] WhatsApp Messenger è un’applicazione di messaggistica istantanea multipiattaforma, 2009
[4] L’applicazione web, sviluppata da Kevin Systrom e Mike Krieger, 2010
[5] Facebook Inc. è un’azienda statunitense che controlla il servizio di rete sociale Facebook

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