Urano e Plutone: il gigante e il nano scoperti di 13 marzo.

Urano e Plutone, due pianeti per una data

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Possiamo ricordare il 13 marzo sia per la scoperta di Urano che per la data dell’annuncio della scoperta di Plutone, un giorno fortunato per l’astronomia!

Urano è il settimo pianeta del sistema solare in ordine di distanza dal Sole, il terzo per diametro e il quarto per massa (è infatti uno dei pianeti giganti). Porta il nome del dio greco del cielo Urano, padre di Crono (Saturno), a sua volta padre di Zeus (Giove).

Sebbene sia visibile anche ad occhio nudo, come gli altri cinque pianeti noti fin dall’antichità, non fu mai riconosciuto come tale a causa della sua bassa luminosità e della sua orbita particolarmente lenta; venne scoperto infatti soltanto il 13 marzo 1781 da William Herschel, diventando così il primo pianeta ad essere scoperto tramite un telescopio. Una curiosità riguardo alla sua scoperta è che essa giunse del tutto inaspettata: i pianeti visibili ad occhio nudo (fino a Saturno) erano conosciuti da millenni e nessuno sospettava l’esistenza di altri pianeti, fino alla scoperta di Herschel che notò come una particolare stella sembrava spostarsi, osservandola poi con un telescopio da 200 ingrandimenti si presentò come un dischetto rivelandosi così come pianeta, denominato in seguito “Urano”. Da quel momento in poi nessuno fu più sicuro del reale numero di pianeti del nostro sistema solare.

L’esistenza di Plutone (o meglio: del Pianeta X) invece fu teorizzata da Percival Lowell nel 1915, il quale indicò l’orbita probabile e le caratteristiche principali.
Il 18 febbraio del 1930 l’astronomo Clyde Tombaugh conferma quanto teorizzato 25 anni prima dal collega Percival Lowell: esisteva un nono pianeta nel Sistema Solare e lo annuncia al mondo proprio il 13 marzo.
Tuttavia, la scoperta di Plutone fu soltanto un caso: la previsione dell’esistenza di un pianeta transnettuniano era basata sulla discrepanza fra le posizioni predette e quelle osservate di Urano e Nettuno e sull’assunzione che tali discrepanze fossero dovute all’influenza gravitazionale di un pianeta sconosciuto: il Pianeta X. Ma, in realtà, la massa di Plutone è troppo piccola per perturbare sensibilmente l’orbita di un gigante gassoso. Le discrepanze erano dovute a valutazioni erronee delle masse di Urano e Nettuno; utilizzando valori di massa precisi, forniti dalle moderne osservazioni, le discrepanze, semplicemente, scompaiono.

In seguito alla sua scoperta, poi, Plutone è stato declassato a pianeta nano poiché non soddisfaceva a pieno le caratteristiche siglate dalla Unione Astronomica Internazionale per definire un pianeta.
Plutone è un corpo sferoidale, come Mercurio, Terra, Giove e Saturno.
Questa è una delle definizioni concordate per un pianeta.
Orbita intorno ad una stella, il Sole, come Venere, Marte, Urano e Nettuno.
Anche questa è la seconda caratteristica accettata per un pianeta.
A differenza dei pianeti più grandi, però, Plutone secondo la definizione della UAI “non ha ripulito le proprie vicinanze orbitali”.
Si tratta della terza condizione necessaria affinché un corpo celeste sia classificato come pianeta.
La “dominanza orbitale” avviene quando nella propria zona orbitale non orbitano altri corpi di dimensioni comparabili a quelle del pianeta che non siano o suoi satelliti o comunque ad esso gravitazionalmente legati.
Plutone fa parte del quartiere della fascia di Kuiper, dove orbitano milioni di corpi spaziali. La sua massa è solo 0,07 volte quella di questi corpi.
Tuttavia, alcuni astronomi planetari sostengono che se la Terra fosse collocata nella fascia di Kuiper, non sarebbe in grado di “ripulire” il suo quartiere e quindi non sarebbe considerata, dalla definizione UAI, un pianeta.
Gli astronomi continuano a studiare il Sistema Solare, e non è detto che in futuro non possano riconsiderare l’identità astronomica di Plutone.

Fonte: wikipedia.org, diregiovani.it

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