volto e le sue emozioni

Il volto e le sue emozioni

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In preparazione al prossimo workshop di settembre – ottobre sulla metodologia FACS ho avuto la possibilità di intervistare, per Neureka, Enzo Kermol, per approfondire le tematiche relative all’analisi del volto e delle sue espressioni.

Per chi non lo sapesse molti degli attuali formatori FACS del nostro paese sono stati a loro volta suoi allievi.

Chi ci segue ha avuto modo di conoscerlo come uno dei primi e attualmente uno dei massimi esperti in Italia, nel campo dell’interpretazione e della codifica delle emozioni. I sistemi di codifica analizzano le espressioni facciali scomponendole nelle più piccole unità d’azione fondamentali (Action Unit – AU), attribuendo a ciascuna unità un significato le cui combinazioni permettono la lettura delle emozioni di una persona. Il corso base del prossimo workshop, due giorni dedicati al Facial Action Coding System, fornisce l’opportunità di apprendere le Unità d’azione (AU) del FACS e del sistema di Hjortsjö, così da poter codificare i movimenti della muscolatura del volto ed identificare emozioni complete nell’interlocutore.

Di seguito la prima parte dell’intervista che approfondisce alcuni aspetti delle tematiche introdotte, in particolare riguardo alle AU, le Action Units, macroaree che compongono il volto e definiscono le emozioni, con un approfonsimento sulle possibili applicazioni del metodo FACS.

 

D. Cosa è e come funziona il FACS? 

R. Esistono numerosi metodi per misurare i movimenti facciali derivati dall’azione dei muscoli, i più noti sono il F.A.C.S.  (Facial Action Coding System) di Ekman, Friesen e Hager, il MAX (Maximally Discriminative Facial Movement Coding System) di Izard e i sistemi di Landis (1924), Frois Wittmann (1930), Fulcher (1942), Ermiane e Gergerian (1978).

Una citazione a parte merita Carl-Herman Hjortsjö, docente di anatomia nell’università svedese di Lund, per aver pubblicato nel 1970 il volume Man’s Face and Mimic Language. L’opera è il punto d’arrivo degli studi anatomici in relazione al movimento facciale. Curiosamente i numeri delle unità d’azione dei muscoli del volto attribuiti da Hjortsjö rimarranno anche nel FACS di Ekman, che ne risulterà un semplice ampliamento.

Da Duchenne ad Izard esistono numerose metodologie per misurare i movimenti facciali che risultano dalla contrazione dei muscoli e della cute del volto. Il sistema di misura progettato da Ekman, Friesen ed Hager, il FACS – Facial Action Coding System, risulta essere attualmente il più completo ed adattabile ricordando in ogni caso la discendenza dal sistema di Hjortsjö.

 

D. Come si codificano le espressioni?

R. Per AU intendiamo i singoli movimenti muscolari che poi in combinazione formeranno movimenti più ampi. Le Action Units (unità d’azione) del FACS coinvolte in un’espressione facciale sono puramente descrittive dei movimenti dei singoli muscoli e solo in una fase successiva, osservandone le combinazioni, possiamo effettuare l’interpretazione delle emozioni espresse. Le AU corrispondono alle lettere dell’alfabeto che, messe assieme, formano le parole, nel caso le emozioni.

 

D. Possiamo dividere il volto in zone, in macroaree, con segni caratteristici?

R. Ogni autore ha diviso il volto in aree diverse. Rimanendo su Ekman nel manuale troviamo indicate approssimativamente 44 AU (Action Unit) per la muscolatura relativa alle espressioni facciali e 14 AU (Action Unit) per le varianti indicanti la direzione dello sguardo e l’orientamento del capo. Le divisioni in realtà sono molto più sottili. Ciò che trae in inganno è la suddivisione che non segue un ordine numerico, ma si basa su grandi raggruppamenti relativi alle parti anatomiche del volto (come in Hjortsjö). Le aree di suddivisone sono:

1)     Le unità d’azione della parte alta del volto;

2)     Le unità d’azione della parte bassa del volto – azioni verticali;

3)     Le unità d’azione della parte bassa del volto – azioni orizzontali;

4)     Le unità d’azione della parte bassa del volto – azioni oblique;

5)     Le unità d’azione della parte bassa del volto – azioni orbicolari;

6)     Azioni miste e codici supplementari;

7)     Posizione del capo e degli occhi.

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D. Tutti i tipi di segnali possono essere catturati e codificati dal FACS?

R. Ekman, Friesen ed Hager individuarono oltre 10.000 differenti combinazioni di azioni muscolari. Data l’enorme mole di materiale solo una parte è stata analizzata per determinare i mutamenti più significativi prodotti nella configurazione della muscolatura del volto.  Tuttavia bisogna sempre ricordare che solo una parte molto piccola viene utilizzata nelle emozioni e nel linguaggio non verbale. Molti movimenti sono semplici contrazioni dovute a motivi fisiologici (es. temperatura interna, prurito dovuto a vasodilatazione, ecc.) non collegati a stimoli esterni.

 

D. Le possibili applicazioni di tipo business?

R. Il numero di Enti, professioni, singoli individui che possono beneficiare delle applicazione di un sistema di riconoscimento del volto (e aggiungeremo al fine di ampliare i risultati, di un sistema di codifica del corpo come il BAP di Mortillaro) sono estremamente elevati. La prima macroarea è quella giuridica, investigativa e della sicurezza. Altro grande settore è quello aziendale che raggruppa varie tipologie professionali e d’intervento: si va dalla gestione delle risorse umane, tutto il settore del turismo – dei viaggi, ospitalità, alberghiero. Indubbia la validità nella negoziazione. Nel settore sociosanitario dal miglioramento della compliance. Dallo sport coaching alla valutazione delle prestazioni e al loro miglioramento e infine il settore delle relazioni interpersonali.

 

Il Facial Action Coding System, uno dei metodi più completi ed adattabili in ambito di riconoscimento ed interpretazione delle emozioni, è quindi un sistema aperto a numerosi utilizzi ma che per essere padroneggiato necessita di un’importante esperienza da parte di chi effettua l’analisi. Come abbiamo visto infatti, le micro espressioni sono notevolmente influenzate dal contesto e le variabili da tenere in considerazione sono numerose.

 

Andrea Paci

 

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