Charles Baudelaire, considerato fondatore della poesia moderna

9 Aprile 2018
9 Aprile 2018

Charles Baudelaire, considerato fondatore della poesia moderna

"Chi beve solo acqua ha un segreto da nascondere" come disse il dandy Baudelaire

Chi beve solo acqua
ha un segreto da nascondere.

Charles Baudelaire

Nell’anniversario della sua nascita ricordiamo colui che è considerato il fondatore della poesia moderna: Charles Baudelaire.

Poeta, traduttore e critico letterario francese del XIX secolo, la cui reputazione si basa principalmente su “Les Fleurs du Mal” (1857) che fu forse la raccolta di poesie più importante e influente pubblicata in Europa nel 19° secolo. Allo stesso modo, i suoi “Petits poèmes en prose” (1868) furono il primo e più innovativo esperimento di poesia in prosa dell’epoca. Conosciuto per la sua poesia molto controversa e spesso oscura, così come per la sua traduzione dei racconti di Edgar Allan Poe, la vita di Baudelaire fu piena di drammi e conflitti, dal disastro finanziario all’essere perseguiti per oscenità e blasfemia. Scrittori come Stephane Mallarmé, Paul Verlaine e Arthur Rimbaud lo hanno considerato un predecessore. Nel 20° secolo, pensatori e artisti diversi come Jean-Paul Sartre, Walter Benjamin, Robert Lowell e Seamus Heaney hanno celebrato il suo lavoro.

La formazione

Figlio di Joseph-Francois Baudelaire e Caroline Archimbaut Dufays, Charles Pierre Baudelaire nasce a Parigi il 9 aprile 1821. Il padre, di trent’anni più grande di sua madre, muore quando il poeta ha sei anni. Baudelaire, molto attaccato alla madre fu profondamente angosciato quando questa si risposò. Nel 1833, la famiglia si trasferisce a Lione dove Baudelaire frequenta un collegio militare da cui poi viene espulso poco prima della laurea. Baudelaire trascorre i due anni successivi nel Quartiere Latino di Parigi, dove contrae la sifilide, perseguendo una carriera come scrittore e accumulando debiti.
Nel 1841, i genitori lo mandano in nave in India, con la speranza che l’esperienza possa contribuire a riformare i suoi impulsi bohémien. Tuttavia Baudelaire ritorna a Parigi nel 1842 e si dedica alla sua vita di dandy, trascorrendo le giornate in gallerie d’arte, caffè, atelier di abbigliamento nonché fumando hashish e oppio, grazie ad una grande eredità. Si innamora di Jeanne Duval, che ispira la sezione “La Venere nera” di Les Fleurs du mal. Nel 1844, avendo già dilapidato quasi metà della sua eredità, si trova costretto dalla famiglia a ridimensionare il suo stile di vita.

Le opere

Per integrare le sue entrate, Baudelaire scrive critiche d’arte, saggi e recensioni per varie riviste. Le sue prime critiche ai pittori francesi contemporanei come Eugene Delacroix e Gustave Courbet gli fanno guadagnare la reputazione di critico discriminante e idiosincratico. Nel 1847 pubblica la novella autobiografica “La Fanfarlo”.
Le sue prime pubblicazioni di poesie cominciano anche ad apparire in riviste a metà degli anni ‘40. Nel 1854 e nel 1855 pubblica le traduzioni di Edgar Allan Poe, che chiamò “anima gemella”.
Le sue traduzioni vengono ampiamente acclamate. Nel 1857, Auguste Poulet-Malassis pubblica la prima edizione di “Les Fleurs du mal” di cui sei poesie subiscono un divieto (revocato nel 1949). Baudelaire nel 1861 aggiunge trentacinque nuovi poemi alla collezione. Il poema gli offre un certo grado di notorietà e la reputazione come poéte maudit (poeta maledetto).
A differenza dei primi romantici, Baudelaire ha cercato ispirazione per la vita urbana di Parigi. Sosteneva che l’arte deve creare bellezza anche dalle situazioni più depravate o “non poetiche”. Nel 1860, Baudelaire continua a scrivere articoli e saggi su una vasta gamma di soggetti e figure. Pubblica anche poesie in prosa, raccolte postume nel 1869 come “Petits poèmes en prose” (Poesie in prosa): poesie di composizioni non metriche, per cui è il primo poeta a fare una rottura radicale con la forma del verso.

Nel 1862, Baudelaire comincia a soffrire di incubi e sempre più cattive condizioni di salute. Nel 1863 lascia Parigi per tenere una serie di conferenze a Bruxelles, ma viene colpito da una parziale paralisi. Il 31 agosto 1867, all’età di quarantasei anni, Charles Baudelaire muore a Parigi, forse a causa della sifilide.

Per approfondimenti: www.poetryfoundation.org

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