Tainted love descrive cosa prova chi è invischiato in una una "relazione tossica".

Amori tossici – tainted love

 

Amori tossici – Tainted love


Ducunt fata volentem, nolentem trahunt

Giorgio Gaber – Il narciso –

Conquistami. Inventami. Dammi un’altra identità. Stordiscimi. Disarmami e infine colpisci.
Abbracciami e ubriacami di ironia e sensualità

Carmen Consoli – Parole di burro (Narciso) –

Figlio di Semele ed Endimione (o secondo la versione di Ovidio della ninfa Liriope e del dio fluviale Cefisio), Narcisio era di così straordinaria bellezza che chiunque lo guardasse, si innamorava di lui. Tuttavia, respingeva qualsiasi pretendente. Il dio Eros per punire la sua arroganza, fece sì che, contemplando la sua immagine riflessa in uno specchio d’acqua, si innamorasse di se stesso.

Il mito greco parla dell’impossibilità di una relazione reale con chi affetto da disturbo di personalità narcisistico che sfocia inevitabilmente in quella che è chiamata una “relazione tossica”.

Tainted love

Tainted love descrive cosa prova chi è invischiato in una relazione di questo tipo. La versione originale del 1964 è di Gloria Jones, tuttavia tornò in auge nel 1981 con la versione dei Softcell, un gruppo Sythpop Softcell. É forse una delle canzoni con più cover in assoluto alcune anche di altissimo livello come quelle di Marylin Manson del 2001 e degli Scorpions del 2011; tra le altre si possono citare quelle dei My Ruins nel 1999 in stile Trash Rock, dei The Hormonauts nel 2003 in stile Rockabilly e delle Pussycat Dolls nel 2005 in stile Pop.

La relazione tossica con un narcisista si sviluppa in forma quasi stereotipata tanto da poterne fornire una descrizione fenomenologica. La prima fase viene chiamata di Love Bombing nel quale il narcisista si mostra come “la persona giusta al momento giusto” bombardando di affetto e attenzioni allo scopo di ottenere influenza sulla persona coinvolta. Si tratta di una tecnica manipolatoria che porta alla idealizzazione e all’instaurazione di un legame di dipendenza affettiva.

«Parole di burro nascondono proverbiale egoismo nelle intenzioni» [Carmen Consoli, Parole di burro (Narciso)]. Nietzsche descrive i buoni sentimenti come un campo di battaglia nel quale le buone intenzioni vengono usate per mascherare gli istinti predatori dell’essere umano che, non potendoli manifestare apertamente, trova una maniera indiretta e socialmente accettabile. Per il filosofo concetti quali “compassione” “buone intenzioni” e l’amore nascondono una Wille Zur Macht (Volontà di Potenza). Cosa si ama quando si ama? È un sentimento rivolto all’Altro in quanto Altro oppure l’Altro diventa un oggetto per la soddisfazione di bisogni nato da proiezioni e idealizzazioni?

Dopo la prima fase di “idillio” e una volta stabilito un legame affettivo, chi è affetto da disturbo di personalità attua tutta una serie di manipolazioni volte a confondere e annichilire il partner: il Gaslighting (azioni tali da erodere la percezione della realtà della vittima), ricatti affettivi, de-responsabilizzazione attuata attraverso proiezioni e un uso particolare della comunicazione attraverso generalizzazioni e la Lettura della mente (io penso che tu pensi).

Il Dsm V (Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali) ha identificato 9 criteri per definire a livello nosologico il narcisismo patologico (senso grandioso di sé, mancanza di empatia etc).  l’approccio categoriale tuttavia non riesce a cogliere le differenze fra varie tipologie di narcisisti, pertanto un certo tipo di letteratura predilige un approccio di tipo dimensionale. Si parla di “narcisisti a pelle spessa” (arroganti, aggressivi) o “a pelle sottile” (vulnerabili, provano vergogna e senso di inferiorità) [Rosenfeld, 1987]; “narcisista inconsapevole” o “ipervigile [Gabbart, 1989]; “narcisista covert” (sembra essere ipersensibile, ansioso e insicuro benché abbia fantasie di grandezza), “narcisista overt” (grande autostima e bassa tolleranza alle critiche) [Wink, 1991].

Così come è possibile dare una descrizione fenomenologica del narcisista, allo stesso modo è possibile descrivere la “vittima”: una persona tendenzialmente empatica con una ricca vita interiore e emotiva e con una bassa autostima nucleare. Laddove si parla di legame di dipendenza è però più giusto e realistico parlare di co-dipendenza. Le tecniche manipolatorie creano un rapporto di dipendenza e il narcisista, a sua volta, diventa dipendente di quel tipo di rapporto. Senza una persona da manipolare anche il narcisista perderebbe la sua ragion d’essere. Questa dialettica è per qualche verso assimilabile a quella descritta nella celebre figura del servo-padrone da Hegel ne la Fenonomelogia dello Spirito: il padrone è colui che, nel rischiare la propria vita per diventare indipendente, si eleva al di sopra del servo che ha scelto di diventare tale pur di avere salva la vita; tuttavia il lavoro del servo è necessario al padrone perché dal suo dipende la sussistenza del padrone. Il padrone diventa servo e il servo, il padrone del padrone.

Alla relazione narcisistica manca però il terzo momento della dialettica hegeliana, l’Aufheben, il superamento.

Tainted Love è una descrizione delle sensazioni della vittima che, benché conscia del male subito, non riesce a staccarsi del tutto “I love you though you hurt me so” [ti amo anche se mi hai fatto così male]. Il ritornello della canzone “Once i ran to you/ Now i’ll run from you” [Una volta correvo da te/ Ora scappo da te] fotografa chiaramente il passaggio dalla fase di Lovebombing alla seconda fase del rapporto caratterizzato dalle tecniche manipolatorie volte a erodere il senso di sé della vittima.

Nietzsche vedrebbe nella relazione tossica una estremizzazione patologizzata di una condizione comune all’essere umano, una volontà di dominio astutamente camuffata e mascherata. Freud definisce il narcisismo nel saggio Introduzione al narcisismo pubblicato nel 1914 come un “completamento libidico dell’egoismo della pulsione di autoconservazione dell’uomo“, ovvero un sostrato psichico mai del tutto superato e che appartiene, in maniera diversa, a tutti gli esseri umani.

E se Nietzsche e Freud avessero ragione, una domanda terribile rimarrebbe aperta: cosa si ama, quando si ama?

Nicola Carboni

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