Il fisico tedesco Heinrich Rudolf Hertz che dimostrò l'esistenza delle onde elettromagnetiche ponendo le basi della trasmissione radiofonica e televisiva

Il fisico tedesco Heinrich Rudolf Hertz che dimostrò l’esistenza delle onde elettromagnetiche ponendo le basi della trasmissione radiofonica e televisiva

 
Non si può sfuggire alla sensazione che le formule matematiche abbiano un’esistenza indipendente e un’intelligenza propria, che siano più sagge di noi, più sagge rispetto ai loro scopritori, che si ottenga di più di quanto originariamente messo in esse.
Heinrich Hertz

Il fisico tedesco Heinrich Rudolf Hertz che dimostrò l’esistenza delle onde elettromagnetiche ponendo le basi della trasmissione radiofonica e televisiva

Gli studenti di fisica di tutto il mondo hanno familiarità con il lavoro di Heinrich Hertz, lo scienziato che dimostrò l’esistenza delle onde elettromagnetiche. Il suo lavoro nell’elettrodinamica ha aperto la strada a molti usi moderni della luce (nota anche come onde elettromagnetiche). Non per niente, l’unità di frequenza utilizzata dai fisici è chiamata “Hertz” in suo onore. Heinrich Hertz non sarà l’unico della sua stirpe a distinguersi in campo scientifico: se il nipote, Gustav Ludwig Hertz, nel 1925 vincerà il premio Nobel per la Fisica, il suo pronipote, Carl Hellmuth Hertz, è considerato uno dei padri dell’ecografia medica. Heinrich Rudolf Hertz nasce ad Amburgo, in Germania, da Gustav F. Hertz e Anna Elisabeth Pfefferkorn il 22 febbraio 1857. Con tre fratelli minori e una sorella minore è il maggiore di cinque figli. Il piccolo Hertz inizia la scuola all’età di sei anni e frequenta la scuola privata Richard Lange dove diviene il migliore della sua classe. Durante la sua frequenza alla scuola privata si iscrive anche a lezioni di disegno geometrico dove eccelle in pittura e disegno. All’età di quindici anni Hertz lascia la scuola privata Richard Lange per frequentare il Johanneum Gymnasium, studiando greco e arabo. Nel 1875 il giovane Hertz parte per Francoforte, in Germania, per iniziare a studiare Ingegneria. Trascorre un anno partecipando a un’esperienza pratica in un ufficio di costruzione. L’anno successivo si arruola nell’esercito ed entra a far parte del reggimento ferroviario di Berlino. Heinrich Hertz lascia l’esercito nel 1877 e si trasferisce a Monaco nella speranza di continuare i suoi studi in Ingegneria. Hertz si iscrive all’Università di Monaco dove studia Matematica. Durante la sua permanenza all’università studia con PG von Jolly e FW von Beetz, alternandosi tra i due durante la sua esperienza di laboratorio. Dopo un anno a Monaco, Hertz si reca a Berlino per lavorare sotto Hermann von Hemholtz con l’interesse di partecipare alla ricerca originale. La ricerca di Heinrich Hertz coinvolge la ricerca di una soluzione al problema della Facoltà di Filosofia, incentrato sull’inerzia elettrica. Nel 1879 risolve con successo il problema e vince il premio della Facoltà di Filosofia. Nel gennaio 1880 Hertz termina la sua dissertazione sull’induzione elettromagnetica nei conduttori rotanti e si laurea all’università. Per i tre anni successivi lavora come assistente per Hemholtz presso l’Istituto di Fisica di Berlino. Durante questo periodo Hertz diviene molto duttile nel suo lavoro e pubblica diversi articoli su argomenti che vanno dall’elettricità all’induzione elettromagnetica fino ai raggi catodici. Ma è alla fine del 1880 che ha esordio il lavoro con l’elettricità di Heinrich Hertz . Lentamente inizia a costruire ulteriormente la sua reputazione nella comunità scientifica e nel 1883 Hertz si trasferisce all’Università di Kiel in cui esercita l’attività di docente. Nel 1886 Hertz sposa Elisabeth Doll da cui ha due figlie, Johanna e Mathilde. Dopo una serie di esperimenti, Hertz conferma con successo la teoria di Maxwell rilevando la presenza di onde elettromagnetiche (effetti elettromagnetici prodotti da disturbi elettrici negli isolanti). Nel 1889 Hertz si trasferisce all’Università di Bonn per prestare servizio come professore di fisica mentre ancora si dedica attivamente alle sue ricerche. Ma è all’inizio del 1890 che Hertz comincia ad accusare i sintomi della granulomatosi di Wegener che lo porterà alla morte il 1 gennaio 1894, poco prima di compiere trentasette anni.

Nonostante la sua breve esistenza, le scoperte di Heinrich Hertz apriranno la strada agli scienziati di tutto il mondo e porteranno a ulteriori progressi tecnologici. Hertz è stato onorato, non solo dall’uso del suo nome per l’unità di misura della frequenza di un’onda elettromagnetica. Il suo nome appare anche su una medaglia commemorativa e così è stato chiamato un cratere sulla Luna.

In cover: Heinrich Hertz. L’immagine è stata adattata, l’originale si trova qui: upload.wikimedia.org

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