Il Teorema di Thomas. Profezia che si Auto-Determina / Auto-Avvera / Auto-Realizza

La “profezia che si auto-avvera”. Il Teorema di Thomas – seconda parte

 

La “profezia che si auto-avvera”.
Il Teorema di Thomas – seconda parte

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Profezia che si Auto-Determina /
Auto-Avvera / Auto-Realizza
È
una previsione (presupposto e, talvolta, un pregiudizio) che fa sì (attraverso il proprio comportamento) che l’evento atteso o previsto si verifichi realmente confermando in questo modo la propria “accuratezza”.
Paul Watzlawick

Ritratto di Paul Watzlawick
Paul Watzlawick

Il concetto di Merton della “profezia che si auto avvera” è collegato ad un’altra importante idea di riportata in vita da Merton: quella originariamente soprannominata il “Teorema di Thomas” (dal nome del suo autore, William Isaac Thomas) che sostiene: “Se credi che le cose siano reali, sono reali nelle loro conseguenze.” Secondo Thomas, la reazione delle persone non arriva solo per le situazioni o circostanze che devono affrontare ma, spesso principalmente, per il modo in cui percepiscono quelle circostanze e per il significato che riferito a quelle stesse percezioni. Pertanto, il comportamento delle persone, in larga misura, è determinato dalla loro percezione mentre il significato che attribuiscono alle circostanze che devono affrontare, deriva dalle circostanze stesse. Questo mostra fortemente che la “convinzione” (possiamo osare, in questo caso, “credenza”) di una persona è il risultato delle opinioni e delle inferenze che quella persona trae da una circostanza che ulteriormente crea impatto sul modo in cui la persona stessa fa le cose.

Thomas (1928) spiegò una “profezia che si auto-avvera” come il modo in cui le persone definiscono le situazioni in quanto reali. Nella fattispecie le situazioni diventano reali nelle loro conseguenze a causa della convinzione che le persone stesse avevano riposto in questa possibilità che poi si verifica. Ad esempio, quando le persone hanno credenze accurate o imprecise su altre persone, esiste un potere significativo delle loro convinzioni di creare profezie che si auto-avverano. Come sostiene Paul Watzlawick (1967), una “profezia che si auto-determina” è una previsione (presupposto e, talvolta, un pregiudizio) che fa sì (attraverso il proprio comportamento) che l’evento atteso o previsto si verifichi realmente confermando in questo modo la propria “accuratezza”.

Portrait of William Isaac Thomas
William Isaac Thomas

Secondo Jennifer Willard (2008), inoltre, le profezie che si auto-avverano si verificano quando le false credenze delle persone sugli altri diventano reali nell’interazione sociale. Per cui gli stereotipi etnici e razziali, se tenuti da persone autorevoli, possono essere particolarmente propensi a crearli false credenze. Anche se si sa quanto le profezie che si auto-avverano abbiano solo una piccola influenza sui comportamenti delle persone, per alcune persone e in alcune condizioni, il potere delle profezie che si auto-avverano può essere grande. Queste condizioni includono la preferenza delle convinzioni delle persone, a proposito delle caratteristiche individuali, della situazione e delle motivazioni, fattori che vanno a costituire l’accumulo di effetti di questo fenomeno.

Secondo un articolo contenuto nella seconda edizione dell’”International Encyclopedia of the social Sciences”, in questa prospettiva la profezia che si auto-avvera è un processo che implica il cambiamento delle convinzioni delle persone nella realtà sociale. Così una profezia che si auto-avvera si verifica quando una persona fa sì che la sua falsa convinzione su un’altra persona la faccia diventare vera.

Una profezia che si auto-avvera comprende quindi tre passaggi:

  • Passo 1: Una persona deve avere una falsa convinzione su un’altra persona.
  • Passo 2: La persona che detiene la falsa convinzione deve comportarsi con l’altra persona in modo coerente con essa.
  • Passaggio 3: La persona su cui si sostiene la falsa convinzione deve, in risposta al comportamento che riceve, confermarne l’originale falsa convinzione.

Attraverso questa sequenza di eventi, le persone hanno il potenziale per costruire socialmente la realtà. Ne risulta che la “profezia che si auto-avvera” è una “credenza” che si fa vera, per il fatto che la si crede tale. In altre parole, c’è una relazione dialogica ricorsiva tra una “credenza” e la sua “realizzazione”. Una crea l’altra e viceversa. Questa relazione dialogica ricorsiva esiste: entrambi gli elementi, a livello di “credenze”; e, a livello di “azioni”. In altre parole, gli eventi sono creati dalle azioni, che sono fatte per impedire che “quegli eventi” diventino realtà. Invece di impedire che gli eventi si realizzino, quelle azioni li evocheranno. Questo è un aspetto della “profezia che si auto-avvera”.
Perché?
La risposta è semplice. Questa è solo un’applicazione della “Lex Naturalis”, terza legge del moto che si applica alla vita sociale. Se un corpo A agisce con una forza F su un corpo B, allora il corpo B agirà verso il corpo A con una forza F di uguale intensità e direzione, ma di direzione opposta.

Stefano Migliorati

Fonte per la fotografia di Paul Watzlawick: 4.bp.blogspot.com
Fonte per la fotografia di William Isaac Thomas: it.wikipedia.org

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