La “profezia che si auto-avvera”. Popper e l’”effetto Edipo” – terza parte Profezia che si Auto-Adempie / Effetto Edipo

La “profezia che si auto-avvera”. Popper e l’”effetto Edipo” – terza parte

 

La “profezia che si auto-avvera”.
Popper e l’”effetto Edipo” – terza parte

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…una profezia… per il solo motivo di essere stata pronunciata, fabbrica il presunto incidente, previsto o predetto, confermandone così la veridicità…
William Isaac Thomas

Karl Popper
Karl Popper

Abbiamo già visto come all’interno della letteratura accademica delle scienze sociali, il costrutto relativo alla “profezia che si auto avvera” fu espresso nel 1948 con Merton. Secondo l’autore: “… una profezia … per il solo motivo di essere stata pronunciata, fabbrica il presunto incidente, previsto o predetto, confermandone così la veridicità”. Le credenze determinano le azioni; le azioni creano una “conferma” ex post delle convinzioni iniziali (anche se false). Non c’è separazione tra la “dimensione delle azioni” e la “dimensione delle credenze” ma sono collegate da una forte connessione in una relazione ricorsiva dialogica. Quindi, secondo Merton: la “profezia che si auto avvera” è, all’inizio, una falsa definizione della situazione che evoca un nuovo comportamento che rende realtà la falsa concezione originale. Questa pretestuosa validità della profezia che si auto avvera perpetua di conseguenza “un regno di errore. Perché il profeta citerà il corso effettivo degli eventi come prova che aveva ragione fin dall’inizio. Merton si era ispirato al “Teorema di Thomas” che afferma: “Se gli uomini definiscono reali certe situazioni, sono reali nelle loro conseguenze”. In effetti, le credenze determinano gli atteggiamenti. Gli atteggiamenti producono comportamenti. I comportamenti causano risposte (bias di conferma). Le risposte portano ex post “pseudo-corroborazioni” alla convinzione iniziale, creando un “circolo vizioso” infinito. La “profezia che si auto-avvera”, quindi, è il “sotto strato genetico” di qualsiasi fenomeno delle scienze psicologiche e sociali. Non accade nulla, a meno che non ci sia una “profezia che si auto-adempie”.

L’illustre filosofo Karl Popper l’ha persino riconosciuto all’interno della Filosofia delle Scienze e/o dell’Epistemologia. Secondo Popper (1957), la profezia che si auto-adempie è il criterio che è in grado di fare una distinzione tra scienze sociali e scienze naturali. Popper ha chiamato la profezia che si auto-adempie “effetto Edipo”: “Una delle idee che avevo discusso in The Poverty of Historicism era l’influenza di una previsione sull’evento predetto. L’avevo chiamato “effetto Edipo”, perché l’oracolo ha avuto un ruolo importantissimo nella sequenza di eventi che hanno portato al compimento della sua profezia. … Per un po’ ho pensato che l’esistenza dell’effetto Edipo distinguesse le scienze sociali da quelle naturali. Ma anche in biologia, anche in biologia molecolare, le aspettative spesso giocano un ruolo nel realizzare ciò che ci si aspettava”.

Un S.F.P. (Self-Fulfilling Prophecy), come amava chiamarlo Merton, è quindi correlato anche a ciò che Popper chiamava “effetto Edipo”. L’idea della profezia che si auto-avvera non solo è entrata nel nostro linguaggio, ma è stata estremamente influente nella “teoria della dissonanza cognitiva”, nella “teoria dell’auto-percezione” e negli studi di politica pubblica, dove, ad esempio, le previsioni sull’inevitabilità della guerra spesso stabiliscono le condizioni di una profezia che si auto-avvera. Il concetto riscoperto o ribattezzato “effetto Edipo” (Popper, 1957), è stato definito poi “induzione bootstrap” (Barnes 1983) o “performatività barnesiana” (MacKenzie, 2006). La S.F.P. è stata individuata in una congerie di processi: all’interno di un individuo, come con la risposta al placebo*; nei rapporti tra individui, come insegnante e studente; nelle relazioni tra attori collettivi, come gli stati; istituzioni sottostanti, come banche e mercati finanziari; e, cosa più provocatoria, tra teoria sociale e realtà sociale.

Stefano Migliorati

*L’Effetto Placebo è uno dei fenomeni interrelati all’Effetto Edipo che tratteremo in seguito.
Fonte per la fotografia di Karl Popper: commons.wikimedia.org

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