Particolare del manifesto della serie TV "La Valla" in cui vengono presentati i protagonisti

Una SPAGNA post-bellica Divisa in Due, una PANDEMIA, Scarse Risorse Naturali, una DITTATURA e un Melodramma Familiare nella Serie TV apocalittica “La Valla”

 

Una SPAGNA post-bellica Divisa in Due, una PANDEMIA, Scarse Risorse Naturali, una DITTATURA e un Melodramma Familiare nella Serie TV apocalittica “La Valla”

“La Valla” (la Barriera) mostra una Spagna distopica del 2045, la cui realtà è sempre più frammentata. La crescente scarsità di risorse naturali ha provocato una crisi globale trasformando le democrazie occidentali in regimi dittatoriali con imposizioni assolutamente restrittive e mancanza di libertà giustificate con la promessa di garantire la sopravvivenza dei cittadini.

La vita in campagna è impossibile e in città un recinto divide i popoli in potenti e gli altri. Un buon esempio di ciò è la capitale spagnola, divisa in due settori da un recinto: uno accoglie la classe privilegiata e l’altro le restanti persone. L’unico modo per passare da una regione all’altra è ottenere un passaggio utilizzando un lasciapassare, poiché la frattura è molto profonda e le differenze aumentano. A “La Valla” troviamo, in particolare, la storia di una famiglia che vive a Madrid, che subirà una serie di situazioni gravi, come il rapimento di una ragazza. All’epicentro di questa complessa rete c’è infatti a piccola Marta, prigioniera del Governo. Questa famiglia lotta per recuperare la giovane figlia, vittima di terribili esperimenti. Forse nel suo sangue sta il segreto per porre fine a un’atroce pandemia (da “noravirus”) che ha decimato la popolazione.

Ne “La Valla” abbiamo, dunque, una Spagna del prossimo futuro in cui le classi sociali sono separate da un enorme recinto e la società è completamente subordinata all’esercito. Un paese militarizzato dopo la Terza Guerra Mondiale, in perenne stato di emergenza e con il pianeta che crolla a poco a poco a causa della scarsità di risorse naturali. È tutto un sistema ideato dalla grande borghesia, con le forze di sicurezza dello Stato al loro servizio, per salvaguardare i propri interessi e non perdere i privilegi di vivere in palazzi con parchi e piscine, avere il cibo necessario, bagni con docce, feste notturne, veicoli di fascia alta, vestiti lussuosi, etc.

La frase “Stato di emergenza”, qualcosa che in Spagna era stata vissuta in occasioni molto rare, è spesso pronunciata nella serie, come avviene anche con l’uso di maschere, persone in isolamento tute che spruzzano persone che mantengono le linee ordinate con disinfettante per intraprendere le incombenze quotidiane. C’è anche il focus sui bambini, alcuni orfani e altri confinati in ospedali e orfanotrofi, e che sono un riflesso della generazione infantile che tanto ha sofferto nel dopoguerra. Le tessere annonarie e le file per procurarsi il pane. I sospetti dei vicini, tra i quali ci sono spie e collaboratori. La costituzione di una resistenza che faccia fronte alla situazione, con chiare dinamiche di guerriglia urbana ispirate a circostanze reali. Tutto ciò si aggiunge a una visione del conflitto di arie bellicose e paralleli con circostanze ancora recenti nella nostra storia.

Tutte le convenzioni del genere distopico sono contenute in “La Valla”: dalla violenza dall’alto verso il basso all’uso della propaganda per lavare cervelli e coscienze, e questo la rende senza dubbio una fiction riconoscibile e memorabile.

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