Anton Čechov, medico e prolifico scrittore

Ricordiamo il narratore e drammaturgo russo di fine ’800 Anton Čechov

Condividi
Share on FacebookShare on LinkedInTweet about this on TwitterPin on Pinterest
 

Le scienze morali
non soddisferanno il pensiero umano che quando,
nel corso della loro evoluzione
s’incontreranno colle scienze esatte
e cammineranno alla pari.
Non permettere alla lingua di oltrepassare il pensiero.

Anton Pavlovič Čechov

Ricordiamo uno tra i più insigni narratori e drammaturghi russi della fine dell’800: Anton Čechov

Anton Pavlovič Čechov nasce il 29 gennaio del 1860 a Taganrog (Russia) terzo di sei figli in una famiglia religiosa di umili origini. Cresciuto con una buona istruzione ma all’ombra della tirannia paterna, Čechov, in seguito al fallimento dell’attività di famiglia, nel 1879 è a Mosca ove inizia gli studi universitari di medicina. Lontano dai circoli universitari studenteschi, che in quegli anni sono dediti al rovesciamento dello zarismo, in questi anni Čechov comincia a scrivere novelle e reportage pubblicando con diversi pseudonimi (uno di questi, Antoša Cechonté) in riviste umoristiche. Nel 1882, in seguito alla conoscenza con lo scrittore Nikolaj Lejkin, ottiene un ruolo in un’importante rivista a diffusione nazionale, tenendo una rubrica di cronaca e pubblicando i suoi racconti. La sua notorietà e successo gli permette finalmente di avere una vita agiata, cosa che gli consente di mantenere la sua famiglia d’origine. Nel 1885, grazie a Lejkin, riceve la proposta di collaborare al più importante quotidiano russo del tempo (Novoe Vremja). Negli anni successivi pubblica varie raccolte di novelle, una pièce teatrale (Ivanov) e altri 2 racconti. Nel 1890 soggiorna alcuni mesi nell’isola di Sachalin, luogo di deportazione di detenuti politici e comuni russi, per scrivere un’opera poi pubblicata a puntate alla fine del 1893. Già dal 1892 lavora a diversi racconti che vengono pubblicati e nuovi drammi rappresentati presso il Teatro d’arte di Mosca. Per motivi di salute Anton Čechov nel 1894 si trasferisce a Jalta, mentre nel 1901, nonostante i primi sintomi di tubercolosi, sposa una giovane attrice conosciuta alcuni anni prima. Ma la vita professionale e mondana della moglie e i frequenti viaggi a Mosca lo debilitano, costringendolo a rimanere a Jalta e poi, sperando di stare meglio, a curarsi presso una stazione termale della Foresta Nera, Baderweiler (Germania), ove muore.

Personaggio che conduce una doppia vita («La medicina è la mia moglie legittima, la letteratura è la mia amante»), di medico e di uomo di lettere. Fin dalle prime pubblicazioni Skazki Melpomeny (“Favole di Melpomene”, 1884), Pëstrye rasskazy (“Racconti variopinti”, 1886), si dedica soprattutto all’attività letteraria, svolgendo la sua professione di medico saltuariamente in casi di emergenza e gratuitamente. Scrittore prolifico di più di 600 racconti (ricordiamo: Step’ (“La steppa”, 1888), Skučnaja istorija (“Una storia noiosa”, 1889), Palata n. 6 (“La sala n. 6”, 1892), Rasskaz neizvestnogo čeloveka (“Racconto di uno sconosciuto”, 1893), Čërnyj monach (“Il monaco nero”, 1894), Moja žizn′ (“La mia vita”, 1896), Mužiki (“I contadini”, 1897), Duel′ (“Il duello”, 1897).), le cui commedie (tra queste Čajka (“Il Gabbiano”, 1896), Djadja Vanja (“Lo zio Vanja”, 1899), Tri sestry (“Le tre sorelle”, 1901), Višnëvyj sad (“Il giardino dei ciliegi”, 1904), rimangono pietre miliari della drammaturgia di tutti i tempi.

Condividi
Share on FacebookShare on LinkedInTweet about this on TwitterPin on Pinterest

0 comments on “Ricordiamo il narratore e drammaturgo russo di fine ’800 Anton ČechovAdd yours →

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *