Dalla psicologia alla spiritualità (glossario minimo): Tempo (psicologico) vs Adesso (spirituale)

Dalla psicologia alla spiritualità (glossario minimo): Tempo (psicologico) vs Adesso (spirituale)

 

Dalla psicologia alla spiritualità (glossario minimo):
Tempo (psicologico) vs Adesso (spirituale)

(P) La nozione di tempo è una costruzione psicologica dell’uomo che gli permette di adattarsi alle modificazioni dell’ambiente, ai fenomeni che ciclicamente e ritmicamente si riproducono e si modificano. Se da una parte esiste un tempo oggettivo e socializzato misurabile, dall’altra ne esiste uno soggettivo, diverso da individuo a individuo, soggetto alla percezione e alla densità del vissuto, tanto che nella fenomenologia esistenzialista di Heidegger la temporalità corrisponde allo spazio essenziale della coscienza.
La percezione dello scorrere del tempo ha una diversa valenza da una società all’altra, ed è variabile da cultura a cultura. Nell’Occidente industrializzato e tecnologico il tempo sembra essere molto prezioso. Nelle società rurali e nelle culture impregnate di profonda spiritualità la vita nel suo fluire temporale altro non è se non presente indefinito, un accostamento continuo di momenti presenti, di qui e ora, di adesso.
Flusso temporale e strategie psicologiche per annullarne lo scorrere sono alla base del famoso paradosso di Zenone: la freccia scagliata non raggiungerà mai il suo obiettivo perché il flusso temporale altro non è se non una segmentazione di tanti movimenti, una collezione infinita di momenti del qui e ora.
Secondo Freud, la meccanicità del tempo segmentato è un processo meccanico problematico che l’individuo, in particolare l’ossessivo-compulsivo, tenta di annullare adottando meccanismi di difesa quali negazione e isolamento con l’obiettivo di cancellare ciò che è da poco avvenuto o ciò che egli pensa debba accadere.

Un dato acquisito è che la percezione del tempo è influenzata da sostanze chimiche che intervengono sui ritmi corporei.

Per fare un paio di esempi, chinino e alcool danno una percezione del tempo più lenta, mentre la caffeina sembra farlo scorrere più in fretta così come la febbre alta [C’è da sottolineare però che la percezione del tempo resta un problema psicofisiologico non del tutto risolto, l’orologio del tempo non è ancora stato trovato]. Insomma, la consapevolezza dello scorrere del tempo genera a livello psicologico l’esperienza temporale costituita dalla stima del tempo ovvero dal senso della durata temporale, dall’orientamento temporale e soprattutto dalla prospettiva temporale che rappresenta l’arco di tempo psicologico in cui l’individuo si percepisce vivere.
La prospettiva temporale contiene il vissuto psicologico dell’individuo che vive il presente come insieme di rappresentazioni del passato e di aspettative e proiezioni del futuro, ed il tal senso agisce. La prospettiva temporale in quanto tempo psicologico riassume tutte le dimensioni e le caratteristiche dell’esperienza individuale, incidendo fortemente sulla personalità e la motivazione dell’individuo.
È chiaro come in psicologia la funzione temporale o tempo psicologico determini continui cambiamenti alla nozione di tempo presente, che viene di volta in volta ridefinito in base all’interazione col passato e col futuro: la situazione attuale in un dato momento è influenzata dalle esperienze passate (il vissuto, il già esistito) e dalle speranze, dai desideri, dalle aspettative sul futuro (ciò che esisterà).
La qualità temporale dello spazio di vita (percezione temporale) provoca al momento presente un’instabilità esistenziale dovuta al fatto che il qui e ora, l’adesso (il momento presente) è alla continua ricerca di un bilanciamento tra reale e irreale.
Erik Erikson definisce diffusione del tempo quell’urgenza inarrestabile legata agli impulsi e ai desideri con scarsa considerazione del tempo come dimensione di vita quotidiana. Si pensi alla pubertà dove il presente è pervaso e attraversato da fantasie ed eccitazioni sessuali e si avverte in maniera prepotente la maturazione del corpo coi suoi ritmi imprevedibili, per cui dentro la nozione di tempo si impone quella di corpo. Accanto a ciò vi è il tempo imposto dai genitori che avvia un contrasto e un conflitto continui (sotto forma di controllo e congelamento del corpo dell’adolescente).

(S) Il momento presente è tutto ciò che esiste, è spazio dentro il quale si svolge la vita e racchiude tutte le possibilità date all’uomo. L’eterno ciclo del momento presente è l’Adesso.
Praticando l’accettazione e la costante attenzione sull’Adesso l’essere elimina le negatività, lasciandole semplicemente cadere e andare via così come sono sopraggiunte. Non opponendo alcuna resistenza alla mente, il momento presente e l’Adesso si manifestano per quello che sono, così come sono.
L’Adesso non ha un dove, non ha un perché ma ha un come, la presenza consapevole, che se praticata dissolve il passato coi suoi legami pesanti e accoglie il domani (futuro) come pura trasformazione del presente, portando liberazione interiore.
La presenza consapevole dell’Adesso richiede il necessario dissolvimento del tempo psicologico che si dà con il lasciar andare ogni resistenza interiore e mentale, nel liberare ogni pensiero, ogni contenuto, per affidarsi al respiro e al corpo, la presenza di sé.
Nello sperimentare pienamente e semplicemente l’Adesso così com’è si può vivere in uno stato di libertà, libertà dalla paura, dalla sofferenza, dalla percezione della mancanza, dal bisogno, dall’attaccamento e dalla bramosia di possesso.

Alessandro Bigarelli

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