Ricorre oggi l’anniversario di nascita di una delle più grandi figure della sociologia del Novecento: Norbert Elias

Ricorre oggi l’anniversario di nascita di una delle più grandi figure della sociologia del Novecento: Norbert Elias

 
Abbiamo modificato così radicalmente il nostro ambiente che adesso dobbiamo modificare noi stessi per sopravvivere nell’ambiente nuovo.
Norbert Elias

Norbert Elias nasce il 22 giugno del 1897 in una famiglia della borghesia ebraica tedesca di Breslavia, una città situata oggi in Polonia. Nel 1915, passa dalla scuola all’esercito e si ritrova ancora giovanissimo sul fronte, nella Somme. Al suo ritorno, inizia a studiare medicina e filosofia presso l’Università di Breslavia. Tuttavia, interrompe tali studi di medicina, pur riconoscendone l’influenza sul suo pensiero:

“[…] I sociologi che non hanno studiato medicina parlano spesso della società senza integrare gli aspetti biologici dell’uomo nel loro discorso.».

Dopo aver sostenuto la sua tesi di filosofia (1924), lavora in una piccola azienda per aiutare finanziariamente i suoi genitori. La situazione economica migliora, così lascia Breslavia per andare a Heidelberg, dove intraprende studi di sociologia. Lì diventa amico di Karl Mannheim; grazie a questi viene invitato nella cerchia della vedova di Max Weber. Nel 1930, Mannheim si trasferisce a Francoforte dove gli era stata offerta la cattedra di Sociologia e Elias lo raggiunge per fargli da assistente. si offre di recarsi a Francoforte per assumere un posto di assistente. La sua tesi riguarda l’etichetta della corte in Francia dell’Ancien Régime. Questo viene pubblicato in tedesco nel 1969 e in francese con il titolo “La Société de cour” nel 1974. Non appena il nazismo sale al potere, Elias perde il lavoro e decide di lasciare la Germania (marzo-aprile 1933); attraversa la Svizzera dove tenta invano di trovare lavoro all’università. Si stabilisce a Parigi fino al 1935 ma non riesce a trovare lavoro. Torna in Germania per l’ultima volta prima della guerra e prima di partire per l’Inghilterra, dove i suoi genitori gli fanno un’ultima visita nel 1938, ma Elias si rifiuta di rimanere lì nonostante i suoi sforzi. Suo padre muore nel 1940 a Breslavia, poi sua madre viene deportata ad Auschwitz, da cui non fece ritorno. Durante tutto questo tempo, Elias è stato immerso nella stesura del suo lavoro principale, “Über den Prozess der Zivilisation” (Il processo di civilizzazione), poi pubblicato a Basilea nel 1939 e purtroppo passato quasi inosservato. Non viene ripubblicato in tedesco fino al 1969 e tradotto in francese sotto forma di due libri, “La Civilization des mœurs” nel 1973 e “La Dynamique de l’Occident” nel 1975. Nel 1954, Elias riceve un’offerta di lavoro all’Università di Leicester, nel nuovo Dipartimento di Sociologia. Leicester, dopo Londra, diviene uno dei principali “fornitori di sociologia in Inghilterra”. Tra gli scienziati sociali della zona possiamo citare A. Giddens. Tra il 1962 e il 1964, Elias accetta una cattedra di Sociologia all’Università del Ghana, esperienza da lui considerata straordinaria. Da allora, il suo amore per cultura africana lo porta a collezionare oggetti d’arte africani che lo seguiranno per tutta la vita. Al suo ritorno in Europa, sarà professore ospite nei Paesi Bassi e in Germania; dal 1975, vive la sua vita tra Amsterdam e Bielefeld (dal 1978). Qualche anno dopo l’Università di Francoforte lo nomina professore emerito e poi gli viene assegnato il prestigioso Premio Culturale “Theodor Adorno” per tutto il suo lavoro. Elias muore ad Amsterdam a novantatré anni il 1 agosto del 1990.

In cover: Norbert Elias. L’immagine è stata adattata, l’originale si trova qui: www.informazioneecultura.it

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